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Mare Jonio, accolta la richiesta di Zingaretti: la Capitaneria autorizza lo sbarco dei migranti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:59
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Dopo una notte drammatica e due relazioni mediche inviate dalle autorità sulle condizioni dei naufraghi a bordo, arriva l’annuncio della Capitaneria di Porto: tutti quelli che si trovano a bordo della Open Arms verranno sbarcati.

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Ad annunciare l’imminente sbarco è stato il capo missione di Mediterranea, Luca Casarini, visibilmente commosso: “Abbiamo ripristinato la legge del mare anche in Italia: i naufraghi non possono stare in mare”. La Capitaneria di porto ha quindi accolto l’appello lanciato da Zingaretti sulla Mare Jonio. A rendere effettiva la decisione ha contribuito in maniera determinante la relazione degli ispettori dell’Ufficio della sanità marittima di tre giorni fa. La notizia è stata commentata anche da Cecilia Strada, come riportato da Repubblica: “La logica e il buon senso sono state più forti di ogni decreto e di ogni delirio sovranista”. Senza più naufraghi a bordo, decade il divieto di ingresso in acque internazionali, come sostengono i legali di Mediterranea.

La decisione dello sbarco, riportata dall’Ansa, è apparsa inevitabile, dopo quanto avvenuto nelle ultime 24 ore e lo sciopero della fame annunciato dai naufraghi. “Siamo pronti a morire – avevano detto – piuttosto che continuare in questo modo”. Lo sciopero era arrivato dopo una notte di burrasca, con forte vento, pioggia, fulmini e tuoni. La salute psicologica dei naufraghi, che avevano già assistito alla morte di sei compagni di viaggio, ne è uscita ulteriormente danneggiata. Una crisi di panico collettiva, alla quale il capo missione Luca Casarini ha reagito contattando le autorità competenti e chiedendo l’evacuazione immediata dei naufraghi per motivi sanitari. Di fronte all’ostinato silenzio, Casarini aveva osservato, sarcasticamente: “Ma scusi se queste persone invece che da un gommone le avessimo raccolte dal naufragio di una nave da crociera ce le lasceresti qui?”.

Mediterranea non si è arresa e ha attivato le vie legali, rivolgendosi alla Procura della Repubblica: “Il grave deterioramento delle condizioni sanitarie a bordo è tale da non poter più essere gestito in maniera adeguata ed efficace dal personale sanitario presente a bordo della Mare Jonio, data l’insufficienza di contesto e di strumenti. Per tali ragioni si ritiene rilevante comunicare alle autorità interpellate la necessità di un intervento complessivo e la sopravvenuta corresponsabilità in relazione a ciò che sta accadendo e potrebbe accadere”. Solo a questo punto è arrivato il via libera allo sbarco da parte della Capitaneria di Porto: il comandante Luigi Tringali ha comunicato, da Lampedusa, l’intenzione di portare a terra tutti i 31 naufraghi rimasti a bordo.

Alessandra Curcio

Fonti: Ansa, Repubblica

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