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Castel Volturno e il traffico d’organi, l’orrore della Mafia nigeriana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:12
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Dagli anni 90′ ai giorni nostri c’è stata una veloce e continua presa di comando della località,da parte della criminalità organizzata nigeriana. Da un’indagine – alla quale sta prendendo parte anche l’FBI – emerge uno scenario inquietante in Campania, a Castel Volturno. Oggi, in quella che potrebbe essere definita la Benin City italiana, oltre allo spaccio e alla prostituzione si trafficano organi e bambini.

Traffico d'organi-Leggilo.OrgLungo la costa casertana una linea invisibile disegna il confine tra  bianco e nero; divide quartieri e campagne, tra la comunità nera e gli abitanti, quelli che restano, di  Castel Volturno. Quella che fu una ridente cittadina turistica – che tra gli anni 60′ e 80′ conobbe il suo periodo più bello- oggi è un agglomerato di edifici abusivi, dove tra i rifiuti si commercia droga, corpi e armi. Camorra e Mafia nigeriana si spartiscono tutto e la gestiscono, commissariata per ben 3 volte negli ultimi vent’anni, Castel Volturno, è lasciata a se stessa. Le indagini dello Sco e dell’Fbi si sono concentrate su un gruppo di immigrati con permesso di soggiorno che vivevano sul Litorale, scrive Cronaca Caserta.

Le indagini

Era stato tracciato e registrato un costante passaggio di soldi tra nigeriani che vivono ad Atlanta, New York e Chicago e alcuni soggetti che abitano sul Litorale Domitio. La task force internazionale – attivata a luglio e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia indaga su questi strani passaggi di soldi, forse provento dell’enorme traffico di droga nelle mani della mafia nera. Soldi che, probabilmente, vengono reinvestiti nel business principe del crimine organizzato nato nelle confraternite universitarie della Nigeria: la tratta di esseri umani. Dalla schiavitù sessuale – perpetrata non solo tramite la violenza fisica ma anche attraverso una serie di riti atti all’assoggettamento psicologico dell’individuo al traffico d’organi. E’ soprattutto su questo ultimo punto che gli inquirenti non riescono ancora a fare piena luce sulla situazione. Quello che si sa è che il commercio d’organi c’è, e che Castel Volturno occupa un ruolo fondamentale, ma poco altro. Indagini di qualche anno fa attesterebbero il costo di un rene attorno ai 60mila euro, scrive Fanpage.

Espianto d’organi 

Patty è una delle testimonianze raccolte da Il Mattino. E’ una ex schiava del sesso sbarcata in Spagna nel 2002. Pagò il suo debito con la mafia prostituendosi, poi scappò in Italia. Fu poi nuovamente costretta a vendersi, sulla Domitiana, da suo marito: “Per gli uomini nigeriani la donna è una proprietà”- riuscì a scappare a farlo arrestare – “Non ho più paura di niente, mi hanno tolto i miei figli e tutto quello che so sulla mia gente lo racconto a voi giornalisti e alla polizia”. La donna , e altri come lei, sostengono che anche a Castel Volturno siano in grado di effettuare operazioni delicate come l’espianto di organi da rivendere poi al mercato nero – “C’è chi viene rapito e ucciso per gli organi, ma c’è anche chi si presta volontariamente”. Secondo quanto emerso finora dalle indagini, le vittime della tratta destinate al traffico d’organi finiscono in cliniche estere, anche in Turchia e nord Africa. Ma la donna sostiene che ci siano cliniche degli orrori anche a Grazzanise, Villa Literno, a Sant’Antimo e sul Litorale: “Conosco tre ragazzi che in cambio di 5mila euro si sono fatti espiantare un rene, ora vivono da queste parti – afferma la donna – Questi medici si occupano anche di recuperare la droga da persone che ingeriscono ovuli e poi stanno male – continua a raccontare la testimone -Chi non ce la fa, viene ucciso e fatto a pezzi per recuperare la droga. Contano solo i soldi. I nigeriani sono businessman senza spietati”. Scenari inquietanti che i nigeriani che vivono a Castel Volturno da anni e che sono ormai slegati dalla loro comunità d’origine conoscono bene.

” Scappano per non farsi prendere i bambini”

Per quanto riguarda le donne costrette a prostituirsi – ancora in debito per la loro libertà con mamam e boss- le testimonianze affermano che chi resta incinta spesso scappa per salvare la gravidanza. Chi resta incinta e vuol salvarsi spesso va al Centro Fernandez che, a spese della Caritas, offre rifugio ai disperati e serve 200 pasti al giorno ai migranti- scrive CapuaOnline .“Scappano per proteggere la gravidanza, perché le costringono ad abortire”, spiega il direttore del centro d’accoglienza, Antonio Casale. “Ma c’è anche chi fugge perché sa che la mafia può prendergli i figli. Esiste un traffico di bambini destinato a coppie ricche sterili che non si fanno scrupolo a pagare. I piccoli spesso vengono immediatamente spediti all’estero”, dice Patty.

A Castel Volturno l’esercito di immigrati, intorno ai 15 mila, è ostaggio dei boss neri che agiscono attraverso la paura : minacce ai familiari rimasti in Africa, stupri, pestaggi. Chi comanda sul Litorale ed è collegato ai capi a Benin City e negli Usa è regolare sul territorio italiano, e ha potere di vita e di morte sugli altri connazionali: sui ghanesi e sugli ivoriani. Iniziato alla fine degli anni 90′- quando i nigeriani custodivano la roba e la vendevano a basso prezzo visto che la producono – il rapporto si è consolidato attraverso picchi di violenza e vere e proprie stragi . Oggi camorristi e mafiosi nigeriani vivono in parallelo sul litorale domizio e si scambiano tutto, dalle armi alla garanzia della vigilanza per le case dei latitanti; la “tassa” pagata alla camorra sul giro di affari di droga e prostituzione: la gestione dei “money transfer” .  Lo Stato sembra aver totalmente abdicato al controllo di quello che è diventato un ghetto, una guerra che non ha mai avuto intenzione di combattere: da destra a sinistra. Inutili i comizi di piazza e le eterne campagne elettorali a colpi di tweet, lo Stato non c’è mai stato.

 

Fonti: Cronaca Caserta FanPage, Il Mattino, Capuaonline,