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Willy Branchi: chi era il ragazzo vittima del massacro di Goro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:24
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Willy Branchi: a oltre 30 anni dalla barbara uccisione, la trasmissione tv Le Iene prova a fare luce su un delitto rimasto irrisolto. 

willy branchi

Lunedì 26 agosto Le Iene – orfane di Nadia Toffa – tornano con uno speciale su Italia Uno intitolato Le Iene presentano – Omicidio Willy Branchi: I segreti inconfessabili di un paese: si ripercorrerà la vicenda che ha visto la morte di Vilfrido Luciano Branchi, ucciso a soli 18 anni il 30 settembre 1988. Ma chi era Vilfredo detto Willy?

Willy Branchi: chi era

Vilfrido Luciano Branchi, detto Willy, aveva appena 18 anni quando è stato ucciso. E’ stato massacrato con una pistola da macello, lasciando il corpo senza vestiti a pochi chilometri da Goro. Da allora depistaggi e false informazioni hanno arenato l’inchiesta che a quasi 31 anni dall’omicidio non ha ancora un colpevole.

Le indagini si erano fermate dopo l’archiviazione dell’unico indagato Valeriano Forzati,  un pluriomicida avvistato con la vittima qualche ora prima del dramma. Ma chi avrebbe potuto uccidere un ragazzo come tanti in un modo così efferato? Secondo alcune testimonianze successive alla morte, il ragazzo sarebbe finito in una rete di pedofili che avrebbe dovuto denunciare o ancora minacciava di rivelare la relazione omosessuale con un uomo importante del posto.

L’ultima notte prima di morire sarebbe iniziata in via Buozzi, proseguita in via Cervi e terminata lungo l’argine, sotto il cartello di Goro. Su via Buozzi si affaccia la casa del sarto Rodrigo Turolla che avrebbe visto o sentito qualcosa. Willy viene pestato a sangue e poi “caricato” come viene riferito in un’intercettazione. Gli assassini – secondo una fonte de Le Iene – avrebbero dovuto portarlo in un magazzino rifugio per animali, mentre il corpo di Willy è stato abbandonato all’ingresso del paese in fretta e furia.

Nel 2014 la famiglia Branchi è riuscita a far riaprire il caso, visto che sul corpo del ragazzo è stata isolata una traccia di Dna che avrebbe potuto dare delle risposte. Un anno prima il fratello della vittima, Luca Branchi, ha scritto un appello pubblicato su Il Resto del Carlino: “Chi sa parli“.  Intanto, è del 2019 la notizia di un fascicolo di indagine aperto per calunnia a carico di don Tiziano Bruscagin, parroco del paese per ben 32 anni, indagato perché, secondo la Procura, avrebbe accusato un’intera famiglia per depistare le indagini.

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