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Morte del carabiniere Mario Cerciello Rega: la Procura indaga sui soccorsi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:01
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Quindici lunghissimi minuti: questo il tempo in cui Mario Cerciello Rega è rimasto a terra, sanguinante, dopo le 11 coltellate subite, aspettando il personale medico. La sua morte poteva essere evitata?

Ritardo dei soccorsi per Mario Cerciello Rega- Leggilo

Dopo lo straziante addio al carabiniere Mario Cerciello Rega, un addio colmo di domande, è arrivato il tempo di trovare le risposte. Lo sa bene la Procura di Roma, che vuole vederci chiaro e ha avviato un’indagine per verificare se ci fu ritardo nei soccorsi e se la tragica morte del carabiniere si sarebbe potuta evitare. Subito dopo essere stato accoltellato dal ragazzo americano, il vice brigadiere è rimasto steso a terra per un quarto d’ora prima dell’arrivo dell’ambulanza, sulla quale è stato caricato dopo ulteriori dieci minuti, per essere trasportato all’ospedale Santo Spirito, sul Lungotevere, come riportato dall’Ansa.

Perché i soccorsi ci hanno messo tanto? Questo è l’interrogativo che sta approfondendo la Procura di Roma, come riportato da Il Tempo. Le verifiche procedono, per capire se sia possibile contestare delle responsabilità al personale del 118. Responsabilità che trovano parziale conferma nei risultati dell’autopsia eseguita all’Istituto di medicina legale del Verano. Il medico ha dichiarato che il 35enne è morto a causa di una forte emorragia  causata da «ferite penetranti multiple da arma bianca». Viene da chiedersi, a questo punto, se queste eventuali responsabilità, ancora tutte da stabilire, potrebbero in qualche modo concorrere con quelle dei turisti americani arrestati con l’accusa di omicidio volontario aggravato. E certo, se emergessero, i legali degli indagati non esiteranno certo a rimarcarla.

Mentre le famiglie degli indagati stanno indagando parallelamente, in Italia la pm Maria Sabina Calabretta continua ad ascoltare alcuni carabinieri come persone informate sui fatti. Fra loro tutti i rappresentanti delle Forze dell’ordine che hanno partecipato all’operazione “cavallo di ritorno”, l’azione che è costata la vita al carabiniere, accoltellato nell’esercizio delle sue funzioni.

Alessandra Curcio

Fonti: Ansa, Il Tempo

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