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Giulio muore a 3 anni dopo due ricoveri: i risultati dell’autopsia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:40
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Giulio Cortiana era un bambino in salute, forte, vivace. Era, perché Giulio è morto dopo qualche ora dal suo arrivo in ospedale, in provincia di Vicenza. Cosa è successo a quel bambino di 3 anni?

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Una storia tragica, quella di Giulio Cortiana, bambino di 3 anni morto martedì all’ospedale di Santorso, a Vicenza, come riportato dall’Ansa. Si pensa ad un altro caso di malasanità italiana, come quello di Santina Adamo, morta dopo aver dato alla luce il suo bambino.

Il piccolo Giulio era arrivato al pronto soccorso accompagnato dai genitori e visibilmente debilitato. A ricostruire le drammatiche ore è proprio la madre, che spiega a Il Corriere della Sera: “Lunedì mattina stava bene, poi intorno all’una ha cominciato a lamentarsi di forti dolori alla pancia. Un’ora dopo eravamo già all’ospedale”.

Il medico che lo ha accolto ha notato subito uno strano pallore, confermato dalla forte preoccupazioni dei genitori. Ha suggerito di provare a ridare energia al bambino con un po’ di acqua e zucchero, ma non è bastato: Giulio aveva la febbre e ha preso anche una tachipirina. Tutto qui. I genitori confermano che i medici dell’ospedale non hanno compiuto ulteriori accertamenti. “Non hanno fatto alcun esame, solo le palpazioni addominali. Però Giulio aveva appena preso le medicine, forse anche per quello il dolore era diminuito, e così ci hanno rimandati a casa”.

I dolori di Giulio non si placano e a casa il bambino continua a stare male. La notte del 30 luglio, ricoverato di corsa all’ospedale, Giulio muore per un’emorragia interna, un “infarto intestinale” secondo i risultati dell’autopsia. Ma da cosa è stata causata questa emorragia? Durante il secondo ricovero ai genitori era stata fornita una diagnosi: diabete. Ma per il piccolo Giulio era già troppo tardi: è morto in ospedale, nel luogo in cui avrebbe dovuto sentirsi al sicuro.

Il pubblico ministero di Vicenza ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e incaricato i carabinieri di acquisire le cartelle cliniche, mentre si continua ad indagare per capire se quei medici avrebbero potuto fare qualcosa di più per salvare Giulio. “Non gli è stato fatto nessun prelievo di sangue, non gli è stata misurata la pressione, né la glicemia. Non l’hanno neppure trattenuto una mezzora in osservazione, giusto per capire come si evolveva la sua situazione”, dice il papà, cercando una spiegazione ad una morte così straziante, che, forse, poteva essere evitata.

Alessandra Curcio

Fonti: Ansa, Il Corriere della Sera

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