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Mario Cerciello, il saluto della moglie. Il cugino: “Troppi punti oscuri sulla morte”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:31
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In Piazza del Monte di Pietà insieme centinaia di persone si sono recate per rendere omaggio al vice brigadiere dei Carabinieri Mario Cerciello Rega ucciso con otto coltellate venerdì notte. Tra loro anche la giovane moglie, Rosa Maria Esilio, sposata da soli 43 giorni che stringe in un mazzo di rose bianche da lasciare vicino al feretro del militare. Venerdì si era tenuta, una messa si suffragio presso la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini,  gremita di persone, di fronte alla stazione dei Carabinieri in piazza Farnese, dove il militare prestava servizio. La donna, sorretta dai parenti aveva portato  con sé a la foto del loro matrimonio.

Domani a Somma Vesuviana nel napoletano i funerali del militare dell’Arma. I due si erano sposati nella chiesa dove domani si svolgerà l’ultimo saluto al militare. Il Carabiniere sarebbe stato ucciso con 11 coltellate, di cui una fatale, inferte da Elder Finnegan Lee nel cuore di Roma. Il dato è emerso dall’ autopsia svolta ieri all’istituto di medicina legale della Sapienza. Il sindaco di Somma Vesuviana Salvatore Di Sarno uscendo dalla camera ardente ha dichiarato: “Era mio dovere essere qui oggi perché rappresento la sua città e perché ero un suo amico. Non infanghiamo il nome di Mario, come sto leggendo su alcuni articoli di giornale, non lo merita. Era un galantuomo, un umile servitore dello Stato che ha pagato a caro prezzo il suo lavoro”. Il Primo Cittadino ha aggiunto: “Ai giudici dico non siate parsimoniosi, c’è bisogno di rispetto per la divisa, per gli uomini che prestano la loro vita allo Stato”.

Indagini: qualcosa non torna

Intanto, nonostante la confessione dei due studenti americani arrestati per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, restano dei punti oscuri- scrive Il Mattino – su quanto accaduto a Roma nella notte tra giovedì e venerdì, nel quartiere Prati. Ci sono infatti dei particolari ancora da chiarire per comprendere l’esatta dinamica del furto e dell’estorsione che stanno all’origine del delitto. “C’è qualcosa di più grande, c’è qualcosa che non ci dicono, non riesco a togliermi questo pensiero dalla testa”: sono le parole rilasciare al Mattino dal cugino omonimo della vittima, Mario Rega Cerciello. i

Non tutto torna. A partire dalla chiamata ai carabinieri Se come è stato detto sia stata la vittima del furto a telefonare ai militari, non si spiega cosa spingesse uno spacciatore a chiedere l’intervento del 112, riporta Il Corriere della Sera.  L’altro punto interrogativo è come mai due 20enni americani, di cui uno proveniente da una famiglia facoltosa, in vacanza in Italia, rischino così tanto per una bravata e nel bel mezzo della notte aggrediscano un carabiniere? La loro vendetta nei confronti del pusher può spingersi fino all’aggressione e all’uccisione di un militare in una notte di droga e follia? I due ragazzi inoltre subito dopo l’accoltellamento sono rientrati al “Le Meridien Visconti”, albergo di lusso, nel quartiere Prati, da 200-250 euro a notte. Pensavano veramente di farla franca? I due avevano già il biglietto di ritorno negli Stati Uniti: sarebbero dovuti rientrare la sera dopo l’omicidio.

Fonti : Il Mattino, Il Corriere della Sera

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