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Santina Adamo, maestra elementare, dà alla luce il secondo figlio e muore

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:32
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Sarebbe potuta essere salvata, Santina Adamo, la giovane mamma deceduta dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio. A causarne il decesso, probabilmente un ritardo nell’arrivo delle sacche di sangue. Folla e commozione ai funerali della donna. 

Santina Adamo malasanità - Leggilo

La musica classica, i palloncini bianchi in cielo e i suoi ballerini intorno al feretro. E’ questo – come riportato da Quotidiano del Sud –  lo scenario in cui si è consumato l’ultimo saluto a Santina Adamo, la giovane mamma morta a Cetraro dopo il parto del suo secondogenito. Rabbia, dolore e commozione per una vicenda che ha ancora troppi punti in sospeso. La notizia del suo decesso risale allo scorso 17 luglio quando la donna, maestra elementare 35 enne proveniente da Taverna di Montalto Uffugo, ha dato alla luce il suo secondogenito. Una notizia felice trasformatasi dopo poco in tragedia. Tina è stata sottoposta a un intervento d’isterectomia d’urgenza ma – riporta Corriere della Calabria – l’asportazione dell’utero le ha provocato un’emorragia interna che ne ha causato il decesso.

Questo quanto afferma l’autopsia del 20 luglio, ma per un esame diagnostico completo sulle cause del decesso occorrerà attendere gli esami istologici previsti per metà settembre. A causare il decesso – e a farlo rientrare nei casi di malasanità – potrebbe essere stato infatti il ritardo delle sacche di sangue giunte forse troppo tardi. Dal centro trasfusionale di Paola, distante circa 25 km dall’ospedale Iannelli di Cetraro, le sacche sono arrivate quando ormai non c’era più nulla da fare.

La situazione si aggrava tanto più se – informa ancora il Corriere della Calabria – quel tragico 17 luglio, nello stesso nosocomio, un’altra donna stava rischiando la vita. Quest’ultima, incinta di 7 mesi, è stata ricoverata per delle coliche renali e in seguito trasferita d’urgenza all’ospedale di Cosenza, in quanto il personale medico dello Iannelli non riusciva a risalire all’origine del problema.

Malasanità, sei indagati

Intanto, sulla morte di Tina, dalla Procura di Paola sono partiti gli avvisi di garanzia per sei soggetti, tra medici e personale paramedico: 3 ginecologi, un’ostetrica e 2 rianimatori. L’U.DI.CON – l’associazione per la difesa dei consumatori – si è costituita parte civile nel processo che si terrà per la morte della giovane. Al nosocomio cosentino arriveranno funzionari del dicastero della Salute, dell’Istituto superiore della Sanità e anche una task force della Regione, voluta fortemente dal Ministro della Salute Giulia Grillo.

Si è trattato di un tragico epilogo, o Santina altri non è che l’ennesima vittima di una sanità messa ormai in ginocchio da continui tagli di spending review? Il presidente nazionale dell’U.DI.CON , Denis Domenico Nesci, ha esternato – informa Eco dello Jonio – il proprio cordoglio alla famiglia scagliandosi contro la sanità calabra, per lui sempre più in crisi nonostante il perpetrarsi di denunce e allarmi.

Ciò che rimane, oltre a un gran cumulo di interrogativi, è un gran senso di vuoto. Resta solo il marito di Santina e anche i suoi due bambini. Quella che doveva essere la celebrazione più alta della vita si è trasformata in uno scenario di morte e incredulità. “Se ci sono dei responsabili per la morte di Tina, che questi possano pagare”, ha detto il parroco Don Gugliemo durante l’omelia per Santina, nella chiesa Madre Santa Maria Assunta.

La giustizia lo deve alla sua famiglia ed in particolare ai suoi figli, che un giorno dovranno sapere che la mamma non è morta invano. Il sacrificio di Tina possa servire a chi di dovere, a intervenire e fare in modo che cose come questa non accadano più”. In serata una folla commossa ha preso parte alla fiaccolata organizzata in suo ricordo. Il corteo è partito dalla sede del centro di danza dove la maestra lavorava e ha raggiunto l’abitazione di famiglia. “Nei giorni bui sarai tu la nostra luce”, così recitava un lenzuolo bianco durante la silenziosa e commossa fiaccolata. Un cielo grigio, un silenzio assordante, e un pianto infinito. Si chiede verità per una morte che forse poteva essere evitata. Per un momento bello macchiato, per sempre, dalla tragedia.

Fonte: Eco dello Jonio, Corriere della Calabria, Quotidiano del Sud

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