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Marocco, chi ha ucciso le due turiste scandinave paga con la morte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:09
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Morte contro morte. Si è concluso così in Marocco il processo, aperto il 2 maggio scorso, per il duplice omicidio delle due turiste scandinave uccise e decapitate ai piedi del monte Toubka.

Marocco turiste uccise decapitate - Leggilo

Facevano campeggio alle pendici del monte Toubka, a circa 70 chilometri da Marrakech, le due turiste che furono uccise nella notte tra il 16 e 17 dicembre, sconvolgendo l’opinione pubblica e il mondo intero. La 24enne danese Louisa Vesterager Jespersen e la 28enne norvegese Maren Ueland furono ritrovate senza vita e decapitate sulle montagne dell’Alto Atlante, catena montuosa situata nel Marocco centrale. Tentavano la scalata alla cima più alta del Nord Africa quando si consumò l’aggressione, mentre le due dormivano nella loro tenda. Il delitto venne inizialmente ricondotto all’Isis, ma man mano l’ipotesi del movente religioso venne smentito dagli inquirenti. Gli assassini sono comunque legati al gruppo jihadista dello Stato Islamico.

Le indagini, lunghe e complesse hanno identificato più di venti persone che in qualche modo hanno avuto un legame con l’aggressione. Ma, come informa Tgcom24, il processo per il duplice omicidio si è concluso con tre condanne a morte e un ergastolo per i 4 principali imputati. La sentenza è stata emessa da una Corte di Salé, che ha accolto le richieste dell’accusa per gli esecutori materiali. Il primo dei condannati, Abdessamad Ejjoud – venditore ambulante di 25 anni – ha confessato di aver organizzato la spedizione mortale con due compagni: “Ho decapitato una di loro. Me ne pento!“, ha dichiarato Abdessamad  davanti al tribunale di Salé. Gli altri due colpevoli sono Younes Ouaziyad, un falegname di 27 anni; e Rachid Afatti di 33 anni, come ha riferito il sito News Hespress. Il primo è considerato la mente della cellula terrorista, autore materiale del delitto di una delle due. Il secondo ha ammesso di aver ucciso l’altra studentessa e il terzo ha filmato la scena. Abderrahim Khayali, il quarto uomo, è l’autista che si è allontanato al momento del delitto: per lui ergastolo.

In totale le condanne sono 24: gli altri 20 imputati sono stati puniti con pene a vario titolo da cinque anni di reclusione all’ergastolo. Di età comprese tra i 20 e i 31 anni, sono stati ritenuti complici dei principali indagati, condannati a morte. Sono tutti accusati di “costituzione di banda per preparare e commettere atti terroristici, omicidio premeditato, possesso d’armi, tentativo di fabbricare esplosivi, nel quadro di un progetto collettivo che voleva portare grave attentato all’ordine pubblico”. Tra i colpi di scena del processo, anche la “chiamata in causa della responsabilità di Stato“, obbligato ad “assicurare protezione a cittadini e turisti”, avanzata dalle parti civili per indennizzare le famiglie delle due vittime.

 

Fonte: Daily Mail, News Hespress, Tgcom24

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