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Bimbo nato morto e sparito nel nulla, la madre: “Ditemi dov’è il corpo di mio figlio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:58
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Disperata la mamma di Roberto, il bambino nato morto a Tivoli il cui corpo è sparito nel nulla. Chiede giustizia, chiede di sapere dov’è finito il suo piccolo e cos’è che la portato via così presto, strappandolo alla sua vita appena cominciata.

Tivoli, bambino scomparso dall'obitorio - Leggilo

Questa di Tivoli è una storia di bambini. La storia di una vita strappata via troppo presto. Da una parte un maschietto che avrebbe dovuto affacciarsi alla vita e che invece non ce l’ha fatta; dall’altra, la storia di una bambina – che anagraficamente non lo è più, visto che ha 22 anni ed è già mamma di altri due figli – ma che ha l’espressione smarrita e impaurita di un infante. Dovrà convivere con un dolore che, per ora, non ha risposta. Questa è la storia di Roberto e di sua madre Melissa, una donna che ha partorito morto suo figlio, lo scorso 4 giugno, e che non può piangere sul suo corpo. Ripercorrendo la storia, Melissa era arrivata in Italia dalla Romania per stare vicino alla madre malata. Giunta al termine della gravidanza ha avuto delle contrazioni; poi il parto al termine del quale il bambino non sopravvive. “Abbiamo chiamato il 118 avvisando che era per una partoriente, a bordo non c’erano ostetriche o medici e hanno detto a mia figlia di resistere, ma in ospedale il cuore del bimbo non batteva più”, ha detto la madre di Melissa, Catiuscia Fanelli, in un’intervista a Repubblica.

Nato morto. Roberto – così si sarebbe dovuto chiamare – in quell’ossimoro più grande di tutti ha smesso di vivere. E già questo sarebbe stato sufficiente per impazzire di dolore. Non si può spiegare cosa significhi avere una pancia vuota senza un bimbo da accudire, avere il seno pieno di latte senza nessuno da allattare. Di solito si partorisce la vita, come si possono affrontare i dolori di un travaglio sapendo che si stringerà al petto un bambino freddo? Ma a Melissa, madre bambina, non è stato risparmiato neppure un altro atroce colpo: il suo piccolo è sparito, volatilizzato dalla cella frigorifera dove si trovava.

Come racconta nonna Katia: “Ci hanno detto che avremmo dovuto registrare nascita e morte non appena il corpo fosse tornato da Tor Vergata, ma dopo dieci giorni ancora non ci chiamavano, così il 18 giugno una funzionaria ha sollecitato e ci hanno comunicato che Roberto era già nella cella frigorifera da una settimana. Quindi abbiamo completato i documenti. Il 20 l’assistente sociale ha chiamato la camera mortuaria e le hanno detto che no, non c’era nessun bambino”. La famiglia avrebbe voluto salutare Roberto un ultima volta, ma questo non è accaduto.

Al momento stanno indagando le autorità competenti e il sospetto è che si tratti di un atroce errore. Melissa ha anche fatto un appello alla trasmissione tv “Chi l’ha Visto?” per cercare di capire dove sia finito il suo bambino. “Ditemi dov’è il corpicino di mio figlio, devo sapere la verità. Chi è responsabile come fa a dormire la notte, consapevole di aver compiuto questo gesto, sapendo di aver tolto il corpo di un neonato morto a una madre?“, ha detto in lacrime. Poi ha aggiunto: “So che vivo non potrà ridarmelo nessuno, ma almeno ho bisogno di seppellirlo e piangerlo su una tomba”.

E’ ancora una piccola donna, ma il suo cuore ne ha già dovute passare troppe. Non c’è tempo di piangersi addosso perché ha altri due figli per i quali dovrà trovare la forza di andare avanti. Eppure avanti si va con delle certezze, anche se terribili. La certezza di una tomba, di fiori e pupazzi da appoggiare sopra, di carezze al marmo immaginando di avere di fronte un faccino morbido. Uno strazio, ma almeno nel dolore della morte ci può essere il conforto di una preghiera. Questo, ad oggi, è stato negato a Roberto e alla sua mamma, ai suoi fratelli, al suo papà. Il lutto perinatale – ovvero la perdita di un bambino in gravidanza o alla nascita – può lasciare delle gravi conseguenze su una famiglia. Aiutiamo invece a sperare che Roberto torni indietro, anche fisicamente, nei ricordi dei suoi genitori.

 

Fonte: La Repubblica, Rai1

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