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Strage di Jesolo, Alin Marinica ai domiciliari con braccialetto elettronico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:39
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Marius Alin Marinica, il 27enne romeno alla guida della Ford Fiesta che ha causato la strage di Jesolo e la morte dei quattro ragazzi di Musile, è agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. 

Testimone incidente Jesolo - Leggilo

Sono stati confermati gli arresti domiciliari – con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico – per Marius Alin Marinica, il 27enne di nazionalità romena accusato di essere l’autore della strage di Jesolo. L’incidente stradale, verificatosi nella notte tra sabato e domenica in provincia di Venezia, ha causato la morte di Riccardo Laugeni, Leonardo Girardi, Eleonora Frasson e Giovanni Mattiuzzo. I quattro viaggiavano in via Pesarona – a Ca’ Nani, frazione di Jesolo – quando la loro Ford Fiesta è stata speronata dalla Golf bianca guidata da Marinica. Con loro, a bordo, anche Giorgia Diral, fidanzata di Riccardo e unica sopravvissuta al sinistro.

Ieri mattina, come informa Il Messaggero, al termine dell’udienza è stato convalidato il fermo per il ventisettenne, così come richiesto dal sostituto procuratore Giovanni Gasparini. L’indagato, assistito dall’avvocato Rodolfo Marigonda, ha dichiarato di fronte al Gip di Venezia Massimo Vicinanza di aver sentito un piccolo colpo, ma di non essersi reso conto di cosa fosse realmente accaduto. “Ho pensato allo specchietto e per questo sono tornato a casa. Non ho avuto la percezione di ciò che era successo. L’ho capito solo la mattina dopo, quando i Carabinieri hanno suonato al mio campanello”, ha detto l’uomo che ha anche respinto le accuse mosse dalla supertestimone. Quest’ultima ha dichiarato di averlo visto guidare all’impazzata poco prima dell’impatto.

“Non andavo a velocità folle, sarò stato di poco al di sopra dei limiti, al massimo 80 all’ora e poi stavo rientrando da un sorpasso: per questo avevo accelerato”, ha concluso Alin. Come riferito dal Corriere del Veneto, la dinamica esatta del sinistro rimane uno dei punti ancora da chiarire. Ieri la Procura ha incaricato l’ingegnere Nicola Chemello di effettuare un’analisi sul telefonino di Marius Alin Marinica al fine di comprendere se stesse telefonando mentre si trovava alla guida del mezzo.

Fonte: Il Messaggero, Corriere del Veneto

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