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La mamma di Simone: “Voglio giustizia. Quell’uomo deve morire o marcire in galera”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:56
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La mamma di Simone D’Antonio – uno dei due cuginetti morti a Vittoria – ha ricordato quegli attimi strazianti dopo che il Suv ha travolto i due piccoli, uccidendoli. Oggi si sono svolti i funerali del piccolo nelle stessa chiesa che ha dato l’estremo saluto ad Alessio.

Travolti suv vittoria - Leggilo

“Abbiamo trovato una scena straziante. Non ho visto le gambe di mio figlio, ho visto quella di mio nipote Alessio in una traversa. Mio figlio chiedeva un po’ d’acqua, era senza gambe e chiedeva che dovevamo togliere la tracolla che aveva addosso”. Sono queste le parole della mamma di Simone D’Antonio, il bimbo travolto da un Suv insieme a suo cugino Alessio. Entrambi sono morti, in modo tragico, lasciando un dolore sconfinato nei genitori, nelle famiglie, negli abitanti di Vittoria, dove si è consumata la tragedia. In lacrime, la donna ripercorre quei momenti: “I bambini hanno finito di giocare, volevano fare tante cose. E lui ha strappato la vita”, dice ai microfoni di Regia VrSicilia. Ed è per questo che, oltre al dolore, c’è un forte senso di rabbia. Chiede vendetta per suo nipote, per suo figlio, e per tutte le vittime innocenti della strada.

L’uomo alla guida aveva assunto alcol e stupefacenti. In condizioni di lucidità, l’incidente probabilmente non sarebbe mai accaduto. “Mi rivolgo ai Magistrati, fate giustizia. Sono due omicidi, due bambini di undici anni, morti in maniera straziante. Lui deve avere la pena più pesante che c’è, meriterebbe la pena di morte. Tutta l’Italia lo vuole morto”, prosegue la mamma di Simone. Ricorda tutto, ricorda l’uomo killer scendere dall’auto, guardarla negli occhi e alzare le spalle dicendo di non aver fatto nulla. “Era alcolizzato e drogato, non capiva nulla, guardava tutto come se fosse bello. Un lago di sangue, e lui guardava senza chiamare i soccorsi”, prosegue il racconto. Le accuse della donna si rivolgono anche ai tre che sono fuggiti, “persone che non hanno dignità, cuore, nulla. Sono vigliacchi, schifosi”, continua. Poi, tra le lacrime e con la voce spezzata: “Mio figlio non torna più, neanche mio nipote. Allora voglio giustizia, la pena più alta. Lui deve marcire in carcere oppure si ammazza, si toglie la vita. Datelo al popolo, lo ammazzo io”. 

Sconvolti anche i genitori di Alessio. La madre, come informa La Sicilia, avrebbe rivelato un particolare agghiacciante: “Dopo l’incidente e vedendo mio figlio steso a terra sul marciapiede, cercavo un telefonino per chiamare il 118, l’ho strappato dalle mani di un uomo che non conoscevo, era l’assassino di mio figlio, ma io non lo sapevo”, ha raccontato la donna.

Oggi si sono svolti i funerali di Simone, nella Chiesa di San Giovanni. Prima di arrivare nel luogo delle esequie – informa Rai TGR Sicilia –  il feretro ha salutato la nonna invalida che abita nella casa di fronte alla sua. Dopo Simone è stato portato in chiesa, dove lo attendevano i genitori inconsolabili, per l’ultimo addio.

 

Fonte: Regia VrSicilia, La Sicilia, Rai TGR Sicilia

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