Home Cronaca Bibbiano, altri due bambini tolti alle famiglie d’origine e messi in istituto

Bibbiano, altri due bambini tolti alle famiglie d’origine e messi in istituto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:21
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L’inchiesta “Angeli e demoni” sembra proseguire su una strada perversa e inquietante. Le vittime del sistema sono in aumento, tra casi di suicidi, affidi e traumi psicologici. 

Bibbiano affidi illeciti - Leggilo

Prosegue l’inchiesta sugli affidi illeciti a Bibbiano sulla quale, a distanza di giorni, continuano a emergere ulteriori dettagli che lasciano senza parole. Due fratellini, uno di due e l’altro di cinque anni, sarebbero tra le vittime del sistema e la loro storia risale all’ottobre del 2015. Su ordine dei Servizi Sociali diretti da Federica Anghinolfi, principale indagata dell’inchiesta “Angeli e demoni“, i due vennero strappati ai genitori da un giorno all’altro , senza un motivo specifico; affidati per un anno ad una famiglia di Traversetolo; infine tolti anche a questa per essere collocati in una struttura ad 80 chilometri da casa. Ci sono voluti quattro anni, informa Il Resto del Carlino, per rivedere di nuovo i genitori naturali, su ordine del Tribunale dei minori che non ha ritenuto validi i motivi che giustificassero l’allontanamento.

Nella relazione con la quale i Servizi ottengono dal Tribunale dei Minori l’affidamento sono stati segnalati alcuni episodi. Il maschietto sarebbe stato visto in strada da solo, con una lente degli occhiali incrinata. Nient’altro, però. Nessuna perizia a sostegno della tesi accusatoria. L’affidamento alla nuova famiglia ha avuto gravi conseguenze: il maschietto ha sofferto di bulimia, disturbi notturni e crisi di ansia. Per questo, i nuovi genitori affidatari si sono rivolti ai Servizi, e per risposta sono stati denunciati per abusi sessuali. Siamo a luglio 2017, i fratellini sono seguiti dall’assistente sociale Sara Gibertini; la loro psicologa viene sostituita dalla terapeuta Sarah Testa e dallo psicologo Matteo Mossini, tutti indagati. A fine 2017, i fratellini vengono collocati in una struttura isolata sull’Appennino parmense.

“Due fratellini che dovranno intraprendere un lungo percorso di cura per superare i traumi psicologici ingenerati dal modo in cui i Servizi Sociali della Val d’Enza li hanno sballottati”, commenta il legale Stefania Plancher che ha depositato a nome dei genitori un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica di Reggio. “Non sappiamo perché i Servizi abbiano allontanato i piccoli. Erano nutriti e vestiti normalmente, andavano a scuola, non subivano maltrattamenti o trascuratezza. La famiglia era compatta e aveva già allevato un ragazzo”, spiega l’avvocato. Sembra che la madre avesse qualche problema di natura psicologica, ma i suoi problemi erano sotto  controllo. Dopo la morte della nonna che aiutava la donna, gli assistenti sociali non hanno cercato un altro sostegno. Le condizioni della famiglia d’origine, inoltre, sono stabili: lui è un operaio di 45 anni, lei,  35enne, si mantiene con lavoretti saltuari.

Non c’è stata quindi, neanche in questo caso, un’analisi della presunta inadeguatezza genitoriale. Come riporta Avvenire, saranno avviate cinque nuove istruttorie su altrettanti casi dopo che il Tribunale dei Minori di Bologna, presieduto da Giuseppe Spadaro, ha deciso di rivedere alcuni procedimenti, disponendo nuove consulenze tecniche d’ufficio. L’incarico sarà affidato ad altri terapeuti che dovranno ridefinire i profili psicodiagnostici dei minori coinvolti e verificare la congruenza di quanto scritto nelle relazioni delle psicologhe finite sotto inchiesta. Nel caso di relazioni incongruenti, il Tribunale dei minori di Bologna potrebbe anche valutare l’opportunità di costituirsi parte civile per frode processuale, considerandosi in qualche modo vittime del sistema degli affidi.

Fonte: Il Resto del Carlino, Avvenire