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“Vladimr Putin ha finanziato il partito di Matteo Salvini per farlo vincere alle Europee”

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La Lega ha sempre negato di aver ricevuto fondi dall’estero, ma l’audio della riunione tra esponenti leghisti e alcuni del Cremlino, tenutasi al Metropole di Mosca ad ottobre scorso, potrebbe essere la prima prova di un finanziamento della Russia ad un partito nazionalista europeo.

Salvini finanziamento lega russia - Leggilo

La Russia finanzia la Lega di Matteo Salvini? Una domanda a cui aveva tentato di dare una risposta un’inchiesta – a firma di Giovanni Tizian e Stefano Vergine – pubblicata su l’Espresso. In vista delle europee, infatti, la Lega avrebbe ricevuto dei soldi – camuffati da compravendita di carburante – come finanziamento per le elezioni a Bruxelles. Qualcosa di non dissimile da quanto fatto da George Soros con il partito di Emma Bonino. Una trattativa che sarebbe stata portata avanti, in questi mesi, nel più assoluto riserbo e decisa in un incontro, dello scorso 18 ottobre, nel lussuoso Hotel Metropole di Mosca. Lì si sarebbero riuniti diversi esponenti della Lega e alcuni uomini del Cremlino per escogitare il modo di far arrivare al partito del Ministro dell’Interno e Vicepremier italiano Matteo Salvini. Un modo denominato: “Gasoil EN 590 standards Udsl”, uno stock di carburante.

Già allora, Matteo Salvini aveva dichiarato di “non essere interessato ai denari di Vladimir Putin, ma di appoggiarlo per pura sintonia politica”. Eppure oggi ci si mette una registrazione di quella riunione top secret, pubblicata dal tabloid BuzzFeed solitamente dedito a gossip ed altre amenità ma che da tempo porta avanti inchieste di natura politica incentrate su Lega e dintorni. In quella riunione, Salvini – che era assente – sarebbe stato più volte chiamato il “Trump italiano”. C’era, secondo BuzzFeed, Gianluca Savoini, l’ex portavoce di Salvini, Presidente dell’associazione indipendente Lombardia-Russia, che avrebbe affermato: “Vogliamo cambiare l’Europa. La nuova Europa deve essere molto più vicina alla Russia”.

Al contrario, Buzzfeed non è riuscito ad identificare i russi presenti, ma sostiene che si tratti di alti esponenti del Cremlino e di un membro influente del partito del presidente Putin, Russia Unita. e che, parlando in codice, dicono di sperare “nel via libera da parte di Vladimir Pligin”,  La riunione è durata un’ora e un quarto. Tema? Vendere 3 milioni di tonnellate di petrolio all’Eni per il valore di 1,5  miliardi di dollari. Da questa transazione, secondo BuzzFeed, sarebbero avanzati 65 milioni di dollari finiti nelle casse della Lega.

Il colosso dell’energia replica alla vicenda con un comunicato stampa perentorio:
Eni ribadisce con fermezza di non aver preso parte in alcun modo a operazioni volte al finanziamento di partiti politici. Peraltro, l’operazione di fornitura descritta non è mai avvenuta. Eni, in presenza di qualsiasi illazione volta a coinvolgerla in presunte operazioni di finanziamento a parti politiche, si riserverà di valutare le opportune vie legali a tutela delle propria reputazione”.

Prove al momento nessuna, ma tanto basta per montare di caso politico nella stampa manstream, quella, per intenderci, che nulla ha da ridire sul finanziamento di George Soros ad Emma Bonino e dintorni.

 

Fonte: Buzzfeed, Espresso

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