Arcivescovo di Agrigento: “Sui barconi non ci sono delinquenti: i migranti potrebbero essere Santi”

0
11

L’Arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, in occasione dell’omelia per i festeggiamenti di San Calogero – il Santo nero della città – ha criticato duramente chi definisce i migranti “terroristi e delinquenti”. 

Montenegro arcivescovo Agrigento - Leggilo

Agrigento, proprio come Lampedusa, è città simbolo degli sbarchi. Ed entrambe sembrano seguire la linea d’apertura in materia immigrazione. Se nella seconda è stato Don Carmelo La Magra a radunare gli attivisti di Lampedusa solidale in sostegno della Sea Watch – quando ormeggiava all’esterno del porto – anche nella città agrigentina la voce di sostegno arriva da un prelato, in particolare dall’Arcivescovo Francesco Montenegro.Siamo fieri del nostro Santo nero, ma aumenta il numero di chi rifiuta e disprezza chi arriva da altre terre definendoli terroristi e delinquenti. E se sui barconi arrivassero anche i santi, come San Calogero? L’Italia e l’Euorpa stanno prendendo una brutta piega”, ha detto il prelato nell’omelia della prima domenica di festeggiamenti per la Festa di San Calò, il co-patrono della città di carnagione scura.

“Essere cristiani non significa essere religiosi ma essere più umani. Non sono gli atti religiosi a farci cristiani, ma lo schierarsi dalla parte della sofferenza di Dio nella vita del mondo. Il Vangelo richiede non di fare delle cose, ma di fare delle scelte”, ha tuonato durante l’omelia nel Santuario di San Calogero, come informa Agensir. “Oggi, solo perché non si condivide il pensiero di alcuni, si diventa oggetto di insulti pesanti. Povera democrazia! Continuando di questo passo si tornerà al far west, quando il prepotente decideva la sorte degli altri”, ha detto con riferimento alle polemiche legate a Matteo Salvini. Montenegro ha poi segnalato la contraddizione di molti agrigentini che, pur andando fieri del Santo di colore, condannano chi arriva da altre terre. “Li definiscono tutti delinquenti e terroristi; molti di loro sono cristiani come noi. La fede deve incidere sul modo di vivere dei credenti riguardo al rispetto di sé e degli altri, alla famiglia, alla procreazione, agli atteggiamenti sociali verso la collettività. Non si possono scegliere gli aspetti della fede che ci piacciono e non tener conto di altri. Non sono possibili sconti sullo stile di vita del cristiano”, ha proseguito.

Infine, riporta Agrigento notizie, il Cardinale ha indicato “il coraggio dell’amore”, sulla scia di Don Calogero. “Abituarsi alla morte dei migranti è dimenticare la nostra umanità. Gli uomini possono avere il colore della pelle diverso, ma quello del cuore è uguale a tutti; e poi, non dimentichiamolo, c’è la morte a renderci uguali; la morte dovrebbe permetterci di pensarci come appartenenti a un’unica comunità, a sentirci uguali pur nella differenza”, ha concluso.

Fonte: Agensir, Agrigento notizie

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui