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Morte Luca Varani, i legali dell’assassino: “Fatelo uscire, in carcere rischia la vita”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:29
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Manuel Foffo, condannato per l’omicidio di Luca Varani, è stato picchiato in carcere a soli due giorni dalla sentenza della Cassazione.

Luca Varani in carcere rischia la vita - Leggilo

Manuel Foffo sconta la pena per l’omicidio di Luca Varani, il 23enne deceduto dopo essere stato torturato e massacrato a coltellate e a colpi di martello durante un festino a base di alcol e cocaina, in un appartamento a Collatino, nella periferia est di Roma. Autore del massacro era stato anche Marco Prato, morto suicida nel 2017. Secondo quanto riportato da Adnkronos, Manuel Foffo sarebbe stato picchiato in carcere a due giorni dalla sentenza della prima sezione penale Corte di Cassazione che, come ha riferito Dire, ha reso definitiva la condanna a 30 anni di reclusione, decisa in Appello. Accolte le richieste del procuratore generale della Corte di Cassazione, Simone Perelli, che aveva chiesto la conferma degli anni di carcere decisi nel precedente grado di giudizio. Rigettate invece le richieste di Itana Crialesi e Giammarco Conca, i legali dell’assassino, nel loro ricorso presentato ai Giudici della Suprema Corte: “Incapacità di intendere e di volere. Chiediamo questo. Chiediamo sia finalmente riconosciuta la totale assenza di lucidità di Manuel il giorno in cui Luca Varani è stato ucciso. Chiediamo si tenga conto della sua dipendenza da alcol e droga così come dei suoi trascorsi psichiatrici e della cura farmacologica cui era sottoposto – è la richiesta degli avvocati di Foffo – Manuel è sedato. Manuel è un’ameba, Manuel sta male e deve essere curato”.

“Non chiediamo sconti, non pretendiamo certo che il nostro assistito sia dichiarato innocente – hanno precisato Crialesi e Conca – Lui stesso ha confessato, ammettendo le proprie responsabilità, semplicemente confidiamo nel riconoscimento delle condizioni psichiche di Manuel affinché venga chiuso in una struttura come un Rems che sia in grado di riabilitarlo, curarlo se possibile. Non è stato mai sottoposto a tso, non ha tentativi di suicidio alle spalle, ma non è in sé da anni. Non è un delinquente, è una persona malata. Se resta in carcere, Manuel muore. Ogni volta che i familiari mi telefonano temo sempre sia successo qualcosa di terribile”, ha proseguito Crialesi.

Mentre Valter Foffo, padre di Manuel, ha ammesso: “Io non mi sono accorto che stava male, non potevo immaginare, non parlava più ma è sempre stato introverso, quindi la cosa non mi ha mai preoccupato. Solo dal 2 gennaio, dopo quel video girato con Prato, l’ho visto più cupo. Era succube di quel ragazzo, aveva la fissazione di fargli cancellare il filmato in cui stavano insieme. Mio figlio deve pagare solo per le sue colpe, non per altro. In Cassazione non andrò, ma andrò da Manuel in carcere”. E mentre Manuel Foffo spera in uno sconto di pena, i familiari e la compagna Marta Gaia Sebastiani, dovranno scontare un fine pena mai di dolore. “Mio figlio ha avuto la pena di morte da Manuel – ha detto Giuseppe Varani, padre di Luca a FanPage – noi abbiamo avuto fine pena mai. Non c’è più vita. Lui l’ha scannato come un capretto. Mio figlio è stato ucciso solo per il gusto di farlo“.

Fonte: Adnkronos, Ansa, Dire, FanPage

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