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Storie Maledette: la seconda puntata dell’intervista ad Antonio Ciontoli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:01
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Storie Maledette: su Rai 3 in prima serata andrà in onda la seconda puntata dello storico programma condotto da Franca Leosini. 

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La scorsa settimana è andato in onda il primo dei due incontri tra Franca Leosini e Antonio Ciontoli, condannato a 14 anni di reclusione per omicidio volontario di Marco Vannini dalla Corte d’ Assise di Roma, pena poi ridotta a 5 anni in appello per omicidio colposo. Ora l’uomo – padre di Martina, la fidanzata del ragazzo di Ladispoli – è in attesa della pronuncia della Cassazione. Nonostante le polemiche della scorsa settimana – tra le quali anche quella della giornalista Federica Sciarelli conduttrice di Chi l’ha Visto? che ha lamentato l’indisponibilità a farsi intervistare dal programma – lo speciale “Storie Maledette – Quel Colpo che arriva al cuore” è stato visto da 1.158.000 spettatori (6,9%): un calo comunque urispetto alle puntate del 2018, che fecero 1,8 milioni (per il caso di Avetrana) e 1,3 milioni (per il caso di Gradoli)

Storie Maledette: Antonio Ciontoli espone la sua verità

Nella prima parte dell’intervista Antonio Ciontoli ha espresso la propria versione su quanto accaduto il 17 maggio 2015, sera della morte di Marco Vannini, ucciso con un colpo d’arma da fuoco nell’abitazione della sua fidanzata Martina. Al centro delle indagini proprio la controversa telefonata dei famigliari al 118 dove si sentivano le urla del ragazzo, cosa che i Ciontoli hanno tentato di minimizzare dicendo che Marco si fosse ferito a causa di un “buchino con il pettine”.

Antonio Ciontoli, sottufficiale di Marina distaccato ai Servizi Segreti, è stato condannato in primo grado a 14 anni, pena poi ridotta a 5: “Stavo andando a prendere le due pistole che, all’interno di un marsupio, avevo messo nella scarpiera del bagno, ma ho trovato la porta chiusa. Busso, chiedo permesso, in bagno c’erano Marco e Martina,” Ciontoli ha detto che – al contrario di quanto affermi la madre di Marco e cioè che il ragazzo fosse molto riservato e che non avrebbe mai permesso che qualcuno entrasse in bagno –  Vannini a casa loro si è sempre comportato diversamente. “Come un grande stupido – ricorda Ciontoli durante l’intervista– mi sono fatto convincere e ho tirato fuori dal marsupio un’arma. Lui la voleva in mano. Ho preso l’arma e, convintissimo che fosse scarica, ho caricato e premuto il grilletto, per far vedere come funzionava l’arma, nella stupidità più assoluta. Nei primi secondi non ho capito nulla, non mi capacitavo di quello che era successo. Sono rimasto scioccato, gelato. Poi ho visto che all’altezza della spalla di Marco c’era un buchino dove usciva un po’ di sangue. Lui inizialmente  era impaurito, intimorito, era andato in panico. Era insaponato, l’ho aiutato a risciacquarsi. Non ha capito che era stato colpito. Non mi ha detto mi hai sparato. Si è lasciato aiutare, maledettamente si è fidato di me. Pensavo  – ha aggiunto – di riuscire a gestire io la cosa, a portare io Marco al pronto soccorso. Io non ho mai pensato che Marco potesse rischiare la vita.”

La Leosini ha fatto notare nella prima parte dell’intervista che il ritardo con cui sono stati allertati i soccorsi avrebbero potuto salvare la vita di Marco: “Quante volte mi sono detto che cosa ha combinato, non passo momento della giornata a non pensare a questo tragico errore; non passo momento della mi avita a pensare al dolore che ho provocato, a tutti. Io ero certo che il colpo era nel braccio e sarei riuscito a gestire la cosa da solo, sbagliando, commettendo una serie di grossi errori.” ha proseguito Ciontoli.

Attualmente risulta indagato Roberto Izzo, ex comandante dei Carabinieri, accusato di favoreggiamento e falsa testimonianza. Secondo le fonti investigative, ancora da dimostrare, sarebbe stato Federico Ciontoli, fratello di Martina, a sparare e Izzo avrebbe consigliato a Ciontoli padre di prendersi la colpa.

 

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