La giornalista Lucia Annunziata si è scagliata duramente contro Matteo Salvini con riferimento alle sue politiche e al caso Sea Watch. 

Lucia Annuziata Matteo Salvini Sea Watch - Leggilo

Si è unita anche Lucia Annuziata all’appello, lanciato via social, per liberare Carola Rackete – attualmente ai domiciliari – a colpi di hashtag #freeCarola. La giornalista, nel suo editoriale sull’ Hufflngton post, ha commentato il caso Sea Watch scagliandosi contro il Vicepremier Matteo Salvini. “Qualcuno metta fine a questa pagliacciata. Chi l’ha messa in piedi, nella sua ultima impersonificazione a fini mediatici, quella del peronista abbronzato e descamisado, ha decisamente varcato il senso del ridicolo: questo Vicepremier che ha già tutta la tracotanza del premier, si appella, in difesa del paese, a leggi che è lui il primo a violare. Il Matteo Salvini che ha violato la più importante delle leggi del mare, il dovere di soccorso, accusa la capitana di una nave di violare le leggi internazionali perché invece ha soccorso – e dunque non ha violato quella legge. A che titolo etico indossa dunque i panni dell’accusatore?”, scrive l’ex direttrice del Tg3. 

Poi ancora: Il Matteo Salvini che è stato salvato dal Parlamento amico e dai suoi soci al Governo, il Movimento 5 stelle, dal processo per sequestro di persone, nel caso della nave Diciotti, vuole mettere sotto processo il capitano di una nave che ha portato in salvo delle persone. Con quale credibilità legale parla? – prosegue – Il Matteo Salvini che in questo momento sfida le leggi europee sulla immigrazione, in nome del fatto che sono ingiuste; il Matteo Salvini che in questo momento sfida i parametri europei sulla manovra economica, in quanto ingiusti, chiede di processare la capitana della Sea Watch perché anche lei sfida leggi che considera ingiuste. Sulla base di questo ragionare, Salvini si presenterà infine anche lui in un Tribunale?”

La giornalista si chiede poi quali risultati abbia raggiunto Matteo Salvini: “La partita era il duello a chi è più “tosto”, fra una donna giovane che lavora nelle disprezzate Ong e il più vigoroso maschio della compagine governativa? Ha vinto lei per coraggio perché è entrata per mettere in sicurezza delle vite, ben sapendo che sarebbe stata fermata e processata”. Poi l’appello, lanciato a qualcuno al Governo, di fermare Salvini per la sua stessa dignità e  per la reputazione dell’Italia. Infine la conclusione: “Si può sopportare, infatti, molto in politica, ma non un pagliaccio come leader. Liberate immediatamente Carola Rackete”. 

Fonte: Huffington post

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