Tantissimi i messaggi di solidarietà che sono stati lanciati a Carola Rackete, la Capitana della Sea Watch 3 arrestata con l’accusa di resistenza o violenza contro nave da guerra e di tentato naufragio. Gad Lerner ha lanciato un tag: #freeCarola, entrato in tendenza su Twitter. 

Rackete domiciliari processo direttissima - Leggilo

A difendere la capitana della Sea Watch 3 Carola Rackete c’è anche Gad Lerner.Per quanto lo si mascheri da atto dovuto, l’arresto della #capitana della #seawatch3 resterà una macchia indelebile di disonore a carico di uno Stato che calpesta il principio del soccorso in mare, fingendosi invaso da un equipaggio generoso e da migranti inoffensivi”, ha scritto sul suo profilo Twitter. Moltissimi sono coloro che, in queste ore, stanno dimostrando vicinanza e solidarietà alla capitana della Sea Watch 3, attualmente ai domiciliari. La 31enne tedesca rischia più di dieci anni di carcere per aver violato diverse norme e trasgredito diverse leggi. L’attivista è accusata di resistenza o violenza contro nave da guerra e di tentato naufragio e l’arresto, previsto dalla legge, non sembra essere condiviso da tutti. Non a caso, sui social circola l’hastag #FreeCarola, entrato in tendenza su Twitter. A lanciarlo, è stato proprio Lerner.

L’ex Presidente di Emergency Cecilia Sarti Strada si è unita all’appello, su Facebook: “Il capitano Carola Rackete ha rispettato tutte le leggi, convenzioni, regole del soccorso in mare e la nostra Costituzione e fatto quello che doveva fare: assistere i naufraghi, poi sbarcarli nel porto sicuro più vicino. Invece le è stato dato l’ordine assurdo, irricevibile, di stare in mezzo al mare. Che cosa doveva fare il capitano con i naufraghi a bordo, mangiarseli? L’ordine di non sbarcare è ovviamente impraticabile, delirio puro, un ordine dato solo perché fosse costretta a violarlo. Per avere l’opportunità di arrestarla. Per dare un’altra botta al grande, finto nemico del governo: chi soccorre in mare”, ha scritto la figlia del fondatore di Emergency.

Il capitano Carola Rackete ha rispettato tutte le leggi, convenzioni, regole del soccorso in mare e la nostra…

Pubblicato da Cecilia Sarti Strada su Sabato 29 giugno 2019

Ma i messaggi sono diversi. Anche il giornalista Luca Bottura si è unito alla schiera dei difensori: “Gente così avrebbe tenuto ancora in galera Mandela perché quello diceva la legge”, scrive in un tweet.

Fonte: Luca Bottura Twitter, Gad Lerner Twitter, Cecilia Strada Facebook

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