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Picchiato e ucciso: fermato un 18 enne per la morte di Umberto Ranieri

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:36
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Fermato dai carabinieri un 18enne per l’omicidio dell’artista Umberto Ranieri, morto lo scorso marzo dopo essere stato aggredito con un pugno a Largo Preneste a Roma ed essere caduto violentemente a terra. A fermare il giovane, un 18enne di origini tunisine, i carabinieri della compagnia Casilina.

Umberto Ranieri fermato 18enne - Leggilo

Umberto Ranieri, in arte Nniet Brovdi, è stato aggredito a Largo Preneste, a Roma, il 17 marzo scorso al termine di una discussione. Prima era stato colpito con un pugno al volto, poi era caduto a terra sbattendo la testa. Un colpo letale che non gli ha lasciato scampo: Umberto è morto poco dopo, in ospedale. La discussione tra lui e gli aggressori sarebbe nata perché Ranieri – pittore romano di 55 anni – aveva chiesto ad un gruppo di giovani di non sporcare la piazza mentre mangiavano.

Come informa l’Adnkronos, un ragazzo 18enne di origini tunisine, con cittadinanza italiana acquisita di recente, “poco giorni dopo il fatto” – puntualizza Roma Today –  è stato fermato dai Carabinieri perché indiziato dell’omicidio di Umberto Ranieri. Secondo gli inquirenti del Nucleo operativo di Roma Casilina, il ragazzo è considerato autore materiale del colpo ed è stato portato, attualmente, presso la casa circondariale di Roma Regina Coeli, dove è in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Sarebbe stato il 18enne ad aggredire Ranieri dopo una banale lite degenerata, come spesso accade.

A determinare il fermo è stata l’analisi dei filmati di 30 telecamere di circuiti di videosorveglianza installati nei pressi del luogo dove è avvenuto il fatto e sui mezzi pubblici in transito in quegli orari. Ci sono anche circa 70.000 registrazioni – tra telefonate e messaggi – registrati da diversi ponti ripetitori installati in diversi punti della Capitale e su una approfondita analisi dei social. L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura di Roma che ha concentrato le indagini nei confronti di un gruppo di persone, costituito dal fermato, dalla fidanzata originaria del Kossovo e da un’amica di quest’ultima di origini romene. L’arrestato, secondo il Corriere della Sera, non avrebbe risposto alle parole del GIP che ha convalidato l’arresto. Avrebbe tuttavia ammesso di conoscere il pittore e di aver avuto in passato dei diverbi con lui: “Era fastidioso, ci controllava“.

Fonte: Adkronos, Corriere della Sera, Roma Today

 

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