“Mio marito picchiava Iolanda di continuo perché avrebbe voluto un maschio”

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Testimonianza shock da parte di Imma Monti, madre di Iolanda, la bimba di 8 mesi morta sabato scorso a seguito delle violenze inferte dal padre, Giuseppe Passariello.

Bimba morta madre accusa padre - Leggilo

La testimonianza di Imma Monti, madre di Iolanda Passariello – la bimba morta sabato notte al Pronto Soccorso dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno – lascia senza fiato. La mamma delle piccola, informa Voce di Napoli,  ha raccontato nei dettagli tutte le violenze che il padre della bimba, Giuseppe Passariello, avrebbe inferto più volte alla neonata. Stando a quanto spiegato dalla donna agli inquirenti, suo marito – al momento del fatto – avrebbe afferrato per le guance la bimba sollevandola per aria e tenendola sospesa nonostante lei piangesse per il dolore. “Mio marito prendeva mia figlia dalle guance, con una sorta di pizzicotto e, stringendola, la sollevava in alto. Mia figlia cominciava a piangere. Io non protestavo perché altrimenti mi avrebbe picchiata. Inoltre, l’afferrava alla gola e al mento”, racconta la donna sostenendo che a causare il decesso di Iolanda sarebbero stati i continui maltrattamenti subiti in quella casa, a Sant’Egidio di Monte Albino.

“Avrebbe voluto un altro maschio. E ha cominciato, quando aveva quattro mesi, a darle dei pizzicotti e a dirle che non la voleva”, ha proseguito la donna secondo cui l’uomo per un po’ avrebbe smesso di maltrattare Iolanda per evitare che le grida di Imma  – nella speranza di essere sentita dai vicini – potessero destare sospetti. L’uomo vietava le visite di amici e conoscenti e impediva ad Imma di uscire di casa.“Fino a due mesi fa mia figlia ha goduto di ottima salute, ma quando mio marito è tornato dalla comunità la situazione è cominciata a degenerare. Ha ricominciato a maltrattare Iolanda praticamente tutti i giorni. Quando gli dicevo di portare nostra figlia in ospedale, mi rispondeva che non era il caso perché per le condizioni in cui era ci avrebbero arrestati” , prosegue la donna nel racconto. Infatti, le violenze sarebbero cominciate in modo insistente dal 29 maggio in poi quando il padre della bimba, di ritorno dalla comunità per il recupero di tossicodipendenti, dava ancora più sfogo alle sue ire scagliandosi contro la piccola Iole.

La violenza perpetrata da Passariello nei confronti della moglie e della figlia sono state confermate anche da sua madre e da sua sorella. Sembra anche che la madre di quest’ultimo abbia in qualche occasione negato dei soldi che le erano stati chiesti per comprare i pannolini in quanto, a suo dire, il figlio li avrebbe usati per comprare droga. Accuse gravi che Passariello – difeso dall’avvocato Silvio Calabrese – respinge totalmente indicando Imma come responsabile della morte della neonata.

Quello che emerge è un quadro di profonda violenza, di degrado, di incapacità di reagire. Intanto, come riferito da LaPresse, l’uomo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Fuorni. Gli agenti infatti lo hanno individuato alla stazione di Salerno, probabilmente in procinto di tentare una fuga. Il 37enne si è giustificato dicendo di essersi recato lì perché in crisi di astinenza, e dunque alla ricerca della droga. Una versione che evidentemente non ha convinto gli agenti che lo hanno sottoposto a fermo. Su di lui grava la pesante accusa di omicidio volontario aggravato, causato dai ripetuti maltrattamenti.

Sia Giuseppe Passariello, difeso dall’avvocato Silvio Calabrese, che Imma Monti, i cui legali sono Vincenzo Calabrese e Ilaria Ruocco, sono stati interrogati a lungo dagli inquirenti e nel corso delle loro audizioni si sono più volte contraddetti, fornendo versioni contrastanti tra di loro e accusandosi l’uno con l’altro. Al momento, però, la versione più attendibile sembra essere proprio quella della donna mentre quella fornita da Passariello pare inverosimile.

Fonte: Voce di Napoli, LaPresse, Adnkronos

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