Il papà di Gloria: “Non l’ho uccisa io, è stata una rapina ma non ricordo bene”

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Il padre della piccola Gloria – la bimba di due anni deceduta a Cremona dopo essere stata accoltellata – è stato arrestato e piantonato in ospedale con l’accusa di aver ucciso la figlia e di aver poi tentato di togliersi la vita. L’uomo ha fornito ai Magistrati una versione diversa.

Gloria bimba morta Cremona - Leggilo

Se a Nocera si fa fatica a credere alla morte della piccola Iolanda – la bimba di otto mesi deceduta forse soffocata, a seguito di reiterati maltrattamenti effettuati nel tempo – a Cremona si piange per un’altra prematura scomparsa. Una bambina di due anni è stata ritrovata dai soccorritori nell’abitazione di via Massarotti, in pieno centro, ormai senza vita. Ad ucciderla sarebbero state diverse coltellate, forse sferrate dal padre, Jacob Danho Kouao, un operaio di 37 anni originario della Costa d’Avorio, ritrovato anche lui sanguinante dopo aver subito una coltellata al ventre e altre meno gravi.

Fin da subito, l’ipotesi più accreditata è stata quella di omicidio volontario a carico dell’uomo verso la figlia Gloria, che gli era stata affidata per qualche ora. Jacob, che aveva avviato le pratiche di separazione dalla moglie, avrebbe vissuto male la situazione e per questo avrebbe ucciso la figlia e poi tentato il suicidio, accoltellandosi quattro volte. L’uomo, trasportato all’Ospedale Maggiore di Cremona, è stato posto in stato di fermo e nel corso della scorsa notte è stato ascoltato dagli  inquirenti, smentendo le accuse a suo carico.

“Sono stato seguito da una persona, mi ha rapinato ma non ricordo bene”, avrebbe detto ai magistrati. Una ricostruzione dell’accaduto, informa La Provincia di Cremona, che è apparsa molto confusa. Una versione alla quale i Carabinieri titolari delle indagini hanno provato a cercare riscontro. Ma non c’è traccia, fino ad ora, di elementi che confermino la sua tesi. Ciò che è emerso dal racconto, al contrario, è l’assoluta l’infondatezza di quella ricostruzione. In quella casa, non c’è traccia di terze persone e per ora i sospetti ricadono solo sul papà della piccola. Una posizione, la sua, aggravata anche dai rapporti con la moglie. Kouao non accettava la separazione, tanto che la donna si era allontanata da casa e l’aveva denunciato per aggressione dopo essere stata picchiata più volte. Sembra anche che, dopo diverse richieste ufficiali, gli era stato concesso di vedere la figlia e per questo la donna, che vive in casa protetta, l’aveva portata nel suo appartamento, poche ore prima della chiamata al 112.

Da circa sei mesi, informa RaiNews, l’uomo non aveva modo di vedere la bimba per via della separazione. Tuttavia, a suo carico non risultano condanne o provvedimenti. Con regolare permesso di soggiorno, lavorava come operaio presso un’azienda che produce contenitori per alimenti. Aveva preso in affitto con contratto, regolarmente registrato dall’inizio del mese, l’abitazione in cui si è consumato, forse, un efferato omicidio. I vicini lo descrivono come una persona gentile ed educata. Usciva presto la mattina per recarsi al lavoro e rientrava la sera. Eppure, non è tutto oro ciò che luccica.

Fonte: Rai News, La Provincia di Cremona

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