Morte di Marco Vannini, la Polizia Giudiziaria convoca in Procura Viola Giorgini

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La testimonianza del commerciante Davide Vannicola ha messo nei guai l’ex comandante dei Carabinieri Roberto Izzo, indagato per falsa testimonianza. Anche Viola Giorgini, assolta al processo per la morte di Marco Vannini, è stata chiamata in Procura.

Vnnicola Viola Giorgini ascoltata in Procura - Leggilo

Viola Giorgini, la fidanzata di Federico Ciontoli, si trovava in quella villetta di Ladispoli, quella sera, quando Marco Vannini è stato ucciso da un colpo di pistola sparato dalla pistola di Antonio Ciontoli. La ragazza, imputata per omissione di soccorso, è stata poi assolta perché “il fatto non sussiste”. Infatti, secondo la Corte, Viola non sarebbe stata presente nei luoghi dentro ai quali avrebbe potuto accertare la reale gravità dei fatti. La ragazza non era in bagno, né ha visto la pistola, né è entrata in camera da letto dove veniva prestato soccorso. Eppure, secondo quanto riporta Il Messaggero, ora proprio lei, Viola, è stata convocata in Procura, a Civitavecchia, nel secondo filone dell’inchiesta relativo all’omicidio di Marco Vannini.

La fidanzata di Federico Ciontoli, che ha avuto la fortuna di essere in casa a Ladispoli la sera della tragedia, è stata già ascoltata per circa un’ora dal procuratore capo Andrea Vardaro e dal Pm Roberto Savelli come persona informata sui fatti. L’indagine è stata avviata dopo le parole del testimone Davide Vannicola, il commerciante titolare di una pelletteria a Tolfa contattato da Le Iene. Secondo quest’ultimo, il suo amico ed ex comandante della caserma dei Carabinieri di Ladispoli Roberto Izzo gli avrebbe rivelato il contenuto di una telefonata avvenuta tra lui e Antonio Ciontoli, poco dopo la tragedia. A sparare non sarebbe stato Antonio, sottufficiale della Marina con un ruolo nei servizi segreti, ma il figlio Federico.

Per questo, la Procura sta cercando di approfondire il caso e diverse persone, tra cui l’ex moglie di Izzo, sono state chiamate a testimoniare. Tra l’altro, stando a quando risulta in un’ intercettazione del 18 maggio di quattro anni fa, nella caserma dei carabinieri di Civitavecchia, la Giorgini avrebbe detto al fidanzato: “T’ho parato il c…“. Il sostituto procuratore Alessandra D’Amore l’aveva iscritta nel registro degli indagati per omissione di soccorso chiedendo la sua condanna a tre anni di carcere. La ragazza era stata assolta dalla Corte d’assise di Roma presieduta dai giudici Anna Argento e Sandro Di Lorenzo. Ora la storia potrebbe essere riscritta, con un nuovo inizio e una diversa fine. Almeno per gli imputati. Per il povero Marco nulla si può fare se non rendergli Giustizia.

Fonte: Le Iene, il Messaggero

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