Matteo Salvini, di ritorno dagli USA, dove si è recato per una visita lampo, ha rilanciato l’urgenza di una riforma fiscale – che costerà circa 10 miliardi di euro – e della risoluzione della crisi demografica.

Salvini di ritorno dal viaggio Usa - Leggilo

Il capo del Viminale è volato alla volta dell’America per presentarsi come un “Mini Trump“. Idea confermata anche dal Washington post, che ha scritto come il capo del Viminale sia stato accolto come “il politico dell’Europa occidentale che più somiglia a Trump”. E in effetti, come ha ribadito Salvini, “l”Italia è il primo, più credibile, più solido interlocutore degli Usa nell’Unione europea ed è il più grande Paese europeo con cui gli Stati Uniti possono e vogliono dialogare”. Come informa l‘Ansa, Matteo Salvini nella sua missione lampo a Washington ha ricevuto di fatto quell’investitura che chiedeva da tempo e si è mostrato come l’uomo adatto a stringere una forte alleanza con la Casa Bianca di Donald Trump. Un tentativo che scatena la reazione di Giuseppe Conte che da Milano fa sapere, a chi glielo chiede, che lui parla direttamente con Trump e che i rapporti con gli Stati Uniti sono ben saldi. Salvini ha incontrato il segretario di Stato Mike Pompeo; poi si è recato al Cimitero nazionale di Arlington per deporre una corona di fiori sulla tomba del Milite Ignoto; poi, nel pomeriggio, alla Casa Bianca con il Vicepresidente Mike PenceSono qui per aprire un canale che può essere enorme, e di grandissimo interesse per entrambi. Noi, a differenza di altri Paesi europei, ci siamo”, avrebbe detto ai due. La visita negli Usa di Salvini è servita anche per rilanciare la sfida alla UE, cercando e ottenendo il supporto di Washington nell’obiettivo del taglio delle tasse e della flat tax.

Dal viaggio negli Stati Uniti ho portato una convinzione fortissima: all’Italia serve una riforma fiscale coraggiosa. Il mio dovere è farla”, ha detto il Vicepremier in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. “Se non dovessero farmela fare, io saluto tutti e me ne vado”, ha proseguito ribadendo che la necessità, per risolvere la questione del debito su cui Bruxelles fa pressione, di seguire le politiche economiche di Donald Trump. Un approccio che potrebbe essere risolutivo per l’Italia.

Qualche giorno fa, tra l’altro, l’Italia ha risposto all’Unione Europea circa la possibile procedura d’infrazione per eccesso di debito. I due miliari di risparmi che l’Italia porterà in Europa potranno essere usati come una soluzione temporanea, sostiene Salvini. Per il futuro, bisogna incrementare la crescita con una Manovra risolutiva, anche se questo comporterebbe rompere i rapporti con Bruxelles. “Il taglio delle tasse potrebbe costare una decina di miliardi, almeno. Con il taglio delle tasse si rianima l’economia e i soldi ritornano“, sostiene Salvini. E intanto, quanto alla riforma fiscale, arriva l’immediata risposta di Giuseppe Conte, informa ancora l’Ansa: “Non ho letto le interviste ma per la riforma fiscale, non stiamo a dirlo tutti i giorni, abbiamo concordato un tavolo istituzionale per lavorare alla riforme delle tasse, quindi ci metteremo attorno a questo tavolo quanto prima”, commenta Conte.

Crisi demografica, prima di tutto

Ma il vero problema, quello da risolvere, ha detto ancora Salvini, sarebbe la crisi demografica:Il blocco delle nascite è un dramma. Per questo taglieremo le tasse ai lavoratori e alle famiglie a prescindere dal parere di qualche burocrate. Il futuro, dei nostri figli e dell’Italia, viene prima dei vincoli”. Sulla questione delle nascite si era soffermata Emma Bonino e il Congresso di Verona aveva provato a centrare il problema. Riforma fiscale e crisi demografica, però, sono due elementi legati, come un gatto che si morde la coda, e solo la risoluzione di entrambi può avere effetti efficaci. Obiettivi che hanno bisogno di essere raggiunti e proprio per questo non ci sarebbe nessun’intenzione di far cadere il Governo.

“Il fatto che io oggi sia qui, al lavoro, è la migliore risposta ai chiacchieroni come Di Battista”, continua Salvini nell’intervista. L’esponente pentastellato, infatti, è convinto che “Salvini provochi ogni giorno il Movimento 5 Stelle per far cadere il Governo”. Accuse rigettate totalmente dal Vicepremier che rilancia: “Lui va a spasso e noi stiamo sul pezzo. Adesso stiamo organizzando per luglio gli Stati generali dell’economia a cui inviteremo tutti: imprese, sindacati, associazioni. Noi questo facciamo: lavoriamo. Altri… Vabbè”. Le tensioni tra i tre del Governo non mancano, non sono mancate, e non finiranno. I punti d’accordo si trovano ogni volta e difficilmente ma il problema, conclude Salvini, sono le pressioni dall’alto: i blocchi, cioè, posti da Bruxelles, e la mancanza di autonomia al di fuori dai vincoli europei. E l’intenzione è quella de braccio di ferro, anche a costo di tornare alle urne.

Chiara Feleppa

Fonte: Ansa, Washington Post, Il Corriere della Sera

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui