Maria bruciava in auto: ma il compagno di lei ha un albi di ferro

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Maurizio Di Natale, compagno di Maria Corazza – la donna ritrovata carbonizzata in auto insieme al suo presunto amante Domenico Raco – ha un alibi di ferro. L’uomo, quella mattina, ha incontrato tre persone tra clienti e colleghi, presso una ditta di Pomezia. 

Compagno di Maria libero - Leggilo

Si infittisce ancora di più il mistero della coppia ritrovata carbonizzata in auto, lungo il litorale di Torvaianica. Maria Corazza e Domenico Raco, per tutti amici di famiglia, erano con molta probabilità amanti. Quella mattina, prima del ritrovamento, lei era uscita insieme al compagno per accompagnare la figlia a scuola, poi si erano divisi. Lui a lavoro, lei diretta a sbrigare commissioni. In realtà, Maria si incontra con Raco, utilizzando l’auto della madre. A quel punto gli ultimi messaggi su Whatsapp, e dopo soli 8 minuti l’allarme ai Vigili del fuoco dato dai residenti della zona, in seguito all’incendio divampato dall’autovettura.

L’ipotesi più accreditata dagli inquirenti era quella di un movente passionale. Si ipotizzava che fosse stato il compagno di lei, Maurizio Di Natale, a dare fuoco ai due corpi, ritrovati seduti uno davanti e uno dietro. Come se, appunto, una terza persona fosse salita e poi scesa dopo aver dato fuoco all’autovettura. Il movente sarebbe stata la gelosia, si pensava, forse aveva scoperto il tradimento della compagna e per questo si era vendicato. Eppure, la pista principalmente più accreditata è svanita poco dopo.

Infatti, informa Rai News, Maurizio ha un alibi di ferro. L’uomo è stato sentito a lungo dagli investigatori ai quali ha raccontato che, dopo aver accompagnato la figlia a scuola insieme a Maria, ha incontrato tre persone tra clienti e colleghi, presso una ditta di Pomezia. Una versione confermata dai tre. Ora il 55enne, incensurato, rappresentante di vernici per una società che ha sede a Bergamo, è libero. Quando è stato chiamato in caserma si stava recando a  Frosinone per un altro appuntamento di lavoro.

Possibile anche un altro movente passionale, vagliato dagli inquirenti: quello dell’omicidio suicidio. Domenico potrebbe aver ucciso Maria e scelto di morire nel fuoco, insieme a lei. E’ tuttavia difficile immaginare una determinazione che giunga fino a questo punto, con la scelta deliberata di una fine atroce. Tuttavia, ricorda l’Huffington Post, un messaggio pubblicato da Domenico 10 giorni prima sulla propria pagina FB non consente di escludere questa pista. L’uomo aveva scritto messo in evidenza una frase apparentemente incomprensibile: “Qui giace l’amore che lega anche la morte”. Parole postate su Facebook insieme alla foto di una lapide.

Pubblicato da Domenico Ananino su Martedì 4 giugno 2019

“Maria e Dominico erano soli”

Ma, al momento, sembra che nessuno li abbia seguiti né fosse con loro. In quella stradina sterrata lungo la via del Mare tra Pomezia e Torvaianica, Maria e Domenico sarebbero arrivati da soli: lei alla guida della Ford Fiesta, lui seduto al suo fianco. Un video ripreso da un sistema di sorveglianza di zona li ritrarrebbe mentre arrivano, soli, nel luogo dove sono stati ritrovati carbonizzati. Dalle brevi immagini a disposizione degli inquirenti non emergerebbero altre persone. Se così fosse, il caso si risolverebbe nell’omicidio-suicidio. Domenico avrebbe ucciso e dopo bruciato la Corazza gettandosi tra le fiamme per farla finita.

In attesa dei riscontri autoptici, slittati a sabato, restano da chiarire diversi interrogativi e il delitto sembra ricondursi, escluso il movente passionale, ad un regolamento di conti. La vittima reale sarebbe stato Domenico e Maria era solo la persona sbagliata nel momento sbagliato. Oppure, l’ipotesi di un omicidio suicidio che però, ad oggi, non trova conferme. Intanto, negli appartamenti vicini della palazzina a Pomezia, dove viveva la coppia insieme alla figlia 13enne e la madre 78enne della presunta vittima, le tapparelle sono abbassate e i citofoni muti. 

Fonte: Rai News, Huffington Post, Domenico Raco FB

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