Lei dietro, lui davanti, lo sportello aperto: otto minuti prima di morire l’ultimo messaggio

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Il mistero della morte di Maria Corazza e Domenico Raco, la coppia ritrovata carbonizzata nella loro auto sul litorale di Torvaianica, si infittisce ancora di più. Infatti, il compagno di lei ha un alibi di ferro e il brutale assassino si sarebbe consumato in soli 8 minuti.

Roma coppia carbonizzata auto mistero - Leggilo

Due cadaveri bruciati, in auto, in località Torvaianica. Un giallo, quello di Maria Corazza e Domenico Raco, amici, ma forse amanti, ritrovati carbonizzati, seduti su due sedili opposti, uno davanti e uno dietro, con lo sportello aperto. Dal momento della scoperta da parte dei Vigili del Fuoco, allertati dai residenti della zona, sono cominciate le indagini e hanno preso piede diverse piste. L’ipotesi più accreditata, inizialmente, era stata quella di una vendetta d’amore, da parte del compagno di lei, Maurizio Di Natale, che avrebbe avuto una relazione clandestina con Raco. Versione poi smentita dal racconto, agli inquirenti, fatto da di Natale, ascoltato come persona informata sui fatti.

Come informa Il Messaggero, Maurizio e Maria erano usciti di casa alle 8 in punto, insieme alla figlia quattordicenne, per accompagnarla a scuola per sostenere l’esame di terza media. Entrambi erano a bordo di due auto: lui su una Fiat 500 e lei sulla Ford Fiesta prestata dalla madre. Poi i due si sono divisi: lui, diretto a Frosinone per conto dell’azienda. Lei, sarebbe dovuta andare in banca, poi sbrigare alcune pratiche e nel pomeriggio andare a lavoro, a Santa Palomba. Invece, si è incontrata con Raco che, uscito di casa intorno alle 5 per accompagnare un amico, aveva lasciato l’auto da un meccanico per un guasto. Poi è salito a bordo dell’auto su cui viaggiava la vittima. Da quel momento in poi, è il giallo. Di Natale è stato ascoltato dagli inquirenti e la sua versione è stata confermata dai colleghi. Inoltre, non ci sono elementi che lo porterebbero ad essere a quell’ora sulla scena del crimine.

Come informa Blasting News, emerge anche che il tutto si sarebbe svolto in soli 8 minuti, un quarto d’ora al massimo. Infatti, l’ultimo messaggio mandato da Maria sulla chat Whatsapp di famiglia – su cui era presente anche Raco, che ha risposto con un “Buongiorno” –  risale ad otto minuti prima della chiamata ai Vigili del fuoco, fatta alle 8.38. Gli inquirenti del reparto investigativo di Frascati e del nucleo operativo della compagnia di Pomezia, coordinati dalla Procura di Velletri, sono a lavoro per ricostruire quello che al momento è un vero e proprio giallo. Prevista per oggi l’autopsia dei cadaveri, all’Università Tor Vergata, che farà luce sulle cause del decesso.

Le piste aperte sono tante. Non si esclude l’ipotesi di un omicidio-suicidio, informa SkyTg24. Domenico Raco, infatti, ex guardia giurata, possedeva una pistola. La modalità efferata del delitto sembra potersi legare anche ad un omicidio legato a criminalità, forse un regolamento dei conti. Una pista esclusa, fino a poco fa, in quanto nessuno della famiglia aveva legami con clan criminali ma che prende nuovamente piede in queste ore, dopo la conferma dell’alibi di ferro di Di Natale. Maria potrebbe essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. Oppure, qualcuno scoprendo la relazione tra Raco e la Corazza avrebbe voluto punirli. O ancora, un terzo uomo sarebbe entrato nell’autovettura – vista anche la posizione dei corpi e lo sportello lasciato aperto – e avrebbe dato fuoco all’auto. Oppure, Raco avrebbe dapprima ucciso la donna, forse strangolandola in quanto respinto. Poi avrebbe dato fuoco all’auto, pentendosi immediatamente, e rientrando nell’abitacolo lasciandosi morire arso vivo.

Fonte: Messaggero, Blasting News, SkyTg24

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