La coppia carbonizzata ritrovata in auto a Torvaianica, sul litorale romano, ha un nome e un volto. Loro sono Domenico Raco e Maria Corazza e sarebbero stati uccisi dal marito di lei per gelosia e vendetta.

Coppia carbonizzata Torvaianica - Leggilo

Un altro episodio scioccante, dopo la morte del sedicenne annegato in acqua, sconvolge la tranquillità della comunità di Torvaianica, località balneare a pochi chilometri da Roma. Qui, informa l’Ansa, è stata ritrovata un’auto avvolta dalle fiamme con all’interno i corpi carbonizzati di un uomo e una donna. A dare l’allarme sono stati alcuni abitanti della zona. “Alle 8 abbiamo sentito un botto pazzesco, poi le fiamme. Abbiamo chiamato subito i vigili del fuoco perché, con l’erba alta, era facile che scoppiasse un incendio ancora più violento. Non siamo però usciti a controllare, ci siamo fatti gli affari nostri. Nessuno ha gridato, in quella macchina erano già morti. Sono stati i clan mafiosi che lavorano tra Ardea e Torvaianica“. Così all’Adnkronos un residente di via San Pancrazio nella zona dell’incendio

I pompieri, giunti sul posto, hanno spento il rogo e fatto una macabra scoperta: due corpi, completamente carbonizzati, uno sul sedile anteriore e l’altro su quello posteriore. Come informa Tgcom24, gli investigatori hanno poi rintracciato la proprietaria dell’utilitaria grigia, un’anziana di Pomezia di 78 anni. Quest’ultima ha raccontato che la macchina era utilizzata dalla figlia.

Il processo di identificazione ha dato un nome a quei corpi: Domenico Raco e  Maria Corazza, sono loro che giacevano rannicchiati e posti uno dietro l’altro sui sedili della Ford Fiesta. Come riporta Il Messaggero, secondo la ricostruzione degli inquirenti fatta anche attraverso le testimonianze dei parenti delle vittime, Maria Corazza è uscita di casa insieme all’attuale compagno, un quarantacinquenne rappresentante di vernici, per accompagnare la figlia a scuola dove doveva sostenere gli esami di terza media. Da quel momento in poi, l’uomo dice di recarsi a lavorare, mentre lei imbocca la strada per raggiungere Domenico Raco, considerato un amico di famiglia.

Forse i due avevano una relazione clandestina, che era stata scoperta dal convivente che, accecato dalla gelosia, li ha uccisi. Sul caso indagano i Carabinieri e la Procura della repubblica di Velletri. Non è ancora stata esclusa definitivamente la pista dell’ omicidio suicido, ma l’ipotesi più probabile sembra essere quella del duplice omicidio dal movente passionale. L’autopsia su due corpi chiarirà definitivamente le cause della morte.

Il compagno ha un alibi

E’ crollata dopo pochi giorni l’ipotesi di un omicidio dal movente passionale. Maurizio Di Natale, il compagno di lei, ha un alibi di ferro. L’uomo è stato sentito a lungo dagli investigatori ai quali ha raccontato che, dopo aver accompagnato la figlia a scuola insieme a Maria, ha incontrato tre persone tra clienti e colleghi, presso una ditta di Pomezia. Una versione confermata dai tre. Ora il 55enne, incensurato, rappresentante di vernici per una società che ha sede a Bergamo, è libero. Quando è stato chiamato in caserma si stava recando a  Frosinone per un altro appuntamento di lavoro.

Fonte: Ansa, Adnkronos, Tgcom24, Il Messaggero

Maria, il compagno non ha colpa. Visto mentre riempiva una tanica di benzina

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