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Marco Carta, no al Gay Pride, cachet troppo basso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:27
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Marco Carta rinviato a giudizio per furto aggravato: alcune magliette rubate alla Rinascente, il venerdì di due settimane fa, con un amica che ha perduto la faccia e si nasconde, mentre lui, impertinente, la mostra e gioca d’azzardo, pensando di sfangarla in un modo o in un altro.

Ha tentato di gettarla in caciara, ho provato la carta del pianto, l’arma impropria del legale che rivela alcune parti dell’ordinanza del giudice. Quella, per capirci in cui non convalidò l’arresto. Il gioco non proprio elegante è stato il far passare questa pronuncia come un lasciapassare, un proscioglimento nel merito, gettando implicitamente la croce sulla povera amica che lo ha per amico, tale Fabiana Muscas, mentre quelle parole del giudice erano soltanto un passaggio contingente e tutt’altro che conclusivo. Un primo passo verso il processo che si terrà a settembre. Intanto lui ha provato con qualche diversivo: Mykonos, baci e abbracci

Ma quando piove piove abbondantemente, diceva la canzone. Ed ecco che sono emerse  alcune indiscrezioni sul Gay Pride. Secondo “Dagospia” la ben informata Selvaggia Lucarelli ha  rivelato che lo staff del cantante avrebbe richiesto un cachet di 8.000 euro, per assicurare  la presenza dell’uomo innocente al “Gay Pride di Modena”. Una richiesta a cui gli organizzatori dell’evento rainbow avrebbero risposto con un “no, grazie”. Non è mancata l’annotazione delle giornalista: “Senza compenso la causa LGBT gli sta un pò meno a cuore, così il Pride“.

Matteo Giorgi, uno degli organizzatori del Pride, tempo addietro aveva reso noti i modi non proprio cortesi del diniego da parte dell’artista, commentando:

“Leggo molti che dicono che bisognerebbe empatizzare con l’affaire Marco Carta, senza sfottò, prese per il culo, ecc. ecc.: il ragazzo ha chiaramente un problema.
Vorrei davvero cercare di comprendere meglio ma poi ho guardato la sua intervista con quel tono strafottente, rievocato i racconti che si fanno nell’ambiente su certe sue seratine abbastanza “movimentate” e davvero mi è passata la voglia.
Ah, se poi avesse accettato l’invito al Modena Pride, anziché farci sfanculare dal suo management in maniera inconcepibilmente sgarbata, magari anziché trovarsi in quella situazione sarebbe stato in una piazza in una moltitudine di colori ❤️”

Leggo molti che dicono che bisognerebbe empatizzare con l’affaire Marco Carta, senza sfottò, prese per il culo, ecc….

Pubblicato da Matteo Giorgi su Domenica 2 giugno 2019

I commenti si sono sprecati e quello che si evince e che il buon Marco non è molto amato nell’ambiente. Viene criticato su tutto: musica, atteggiamento, sincerità: “Ha bazzicato per anni le disco romane, e pure qui non è molto amato.. Mettiamola così 😅” si legge. E altri commentano: “Ahahaha noooo vabbè! Ex velata e pure anti-pride? Chissà perché la cosa non mi stupisce…” “Starà per uscire il suo album… Tutti ora ne parlano. È dai tempi de “la dolce vita” che si utilizzano questi mezzucci per far ritornare personaggi naufragati. Carta è ormai inesistente, ci ha provato con il coming out, ora ci riprova così.Tutto chiarissimo a tutti…” e ancora: “Pensava di essere Carmen Sandiego… io ero alla Rinascente quando ha cercato di fare il colpaccio del 2019, fossi stato in lui avrei contattato Urtis per farmi cambiare i connotati e scappare in Messico…” e così via,

Insomma anche la comunità Lgbt non adora, al Carta, e c’è chi pensa che dietro alle sue disavventure ci sia perfino una mossa pubblicitaria, legata al lancio del suo ultimo disco. E un calcolo ci sarebbe anche dietro le foto “rubate” mentre si perde in effusioni con un fidanzato, che farebbe Sirio di nome. Come lavoro, dicono, farebbe il commesso di negozio. Si saranno conosciuti mentre provava magliette, compulsivamente. Quella volta l’allarme non suonò e forse da questo Carta capì che Sirio era l’uomo per lui. L’amore è gratis per definizione, così come tutte le pertinenze, impertinenti compresi.

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