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“Io, Michela Murgia, posso dire che gli ottusi ed i violenti sono al Governo”

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Michela Murgia sarebbe stata bersaglio di alcune invettive sessiste arrivate dagli iscritti a un gruppo intitolato “Uniti a Salvini”.

Michela Murgia contro i gruppi per Salvini - Leggilo

 

Taci, buono a nulla“, aveva detto la scrittrice sarda Michela Murgia, colei che ha inventato il gioco dei curriculum mettendo a confronto il suo e quello del Vicepremier leghista. L’invito a tacere, ovviamente, era rivolto al suo nemico e bersaglio preferito Matteo Salvini. Ma le offese sono come un boomerang, e le sono ritornate contro. Secondo quanto denunciato da lei stessa, riporta Tgcom24, a seguito di un suo intervento all’evento “Repubblica delle Idee“, a Bologna – al quale hanno preso parte, tra gli altri, Matteo Renzi, Romano Prodi e Roberto Saviano– la scrittrice sarebbe stata bersaglio di insulti e minacce ricevute su Facebook. A mezzo social, in un lungo post, la Murgia ha raccontato quanto le sarebbe accaduto.

C’è un gruppo dei sostenitori della Lega che si chiama UNITI A SALVINI. Gli iscritti sono 13.595. Qualcuno di loro ci ha postato un articolo che sintetizza il mio intervento a Bologna in piazza Maggiore per la Repubblica delle Idee. Queste sono le reazioni, che si susseguono incontrastate da ore in assenza totale di moderatore. Non sono una persona insicura né fragile. Che questa gente mi auguri la morte, lo stupro o mi insulti mi importa poco a titolo individuale”, scrive la Murgia che ha invitato gli utenti a segnalare il gruppo e a denunciare le persone che hanno scritto cose penalmente rilevanti.

Responsabile di tutto, neanche a dirlo, sarebbe ovviamente Salvini. E’ il Governo leghista, infatti, a consentire questo linguaggio intimidatorio, dice lei, che poi parla di squadrismo: “Lasciare questa sequenza di commenti in un gruppo aperto dedicato a Matteo Salvini manifesta l’intenzione di “punirne una per educarne cento”, facendo vedere a tutti – e soprattutto a tutte – cosa succede a chi ha idee diverse dalle loro e si permette di manifestarle apertamente. Questo comportamento ha un nome: si chiama squadrismo ed è l’espressione pratica della violenza come metodo politico”Qualunque leader politico democratico si dissocerebbe da chi usa metodi simili e invece il silenzio di Salvini sulla faccenda non è stato gradito. Avrà probabilmente colto l’invito a stare zitto, il Ministro, ma la Murgia pare essersi dimenticata dei consigli rivolti al Vicepremier.

Indicare come bersaglio dell’odio chi esprime dissenso non è un problema né per lui né di conseguenza per il suo staff, perché è un metodo condiviso e praticato ai livelli più alti del partito, dagli insulti sul web alle bambole gonfiabili delle donne avversarie ai comizi, dalle facce dei dissidenti esposte sui manifesti ai raduni di piazza ai “bacioni” di sberleffo agli scrittori sotto scorta, fino alle botte a chi espone scritte sovversive come “ama il prossimo tuo”, prosegue il lungo e interminabile post che si conclude, democraticamente, con l’idea di far chiudere la pagina. Chissà se alla scrittrice sia balenata per la testa che le sue provocazioni, come il tacciare di fascismo chiunque non la pensi come lei o il dare dell’ignorante, pubblicamente e senza troppi giri di parole, ad un leader politico – un contegno impensabile nella Prima Repubblica, per esempio- possano aver avuto un ruolo in tutto questo. Ci sono persone che hanno l’appeal, la strategia e talvolta, sebbene nascostamente, il lessico degli haters. Ma sanno confondere le tracce e descrivere se stesse come vittime, soltanto. La loro è una costante, monotona, strategia della provocazione. E quando raccolgono tempesta fanno saltare il tavolo e chiudere le pagine. In questo Michela Murgia potrebbe dare lezioni. Mai un’autocritica. Sono sempre gli altri.

C'è un gruppo dei sostenitori della Lega che si chiama UNITI A SALVINI. Gli iscritti sono 13.595. Qualcuno di loro ci ha…

Pubblicato da Michela Murgia su Martedì 11 giugno 2019

Ed ecco che la strategia funziona e le volontà della scrittrice sono esaudite, sembra: la Murgia pare avere ottenuto dei risultati che riusciranno a farla sorridere. Il contenuto dove comparivano commenti violenti e volgari è stato rimosso da FB e il gruppo dei salviniani sembrava essere stato chiuso. Sembra, perché un gruppo simile risulta ancora aperto ed operativo.

“Segnalare i comportamenti violenti non è inutile”, scrive la Murgia in un altro post. Poi conclude: “Voglio ringraziare le moltissime persone che hanno segnalato e mi hanno mostrato solidarietà e vicinanza a vario titolo. Occorre agire uniti e vicini, riconoscendoci nei principi democratici che garantiscono la libertà di tutti e tutte. Prima degli avvocati c’è il giudizio sociale, che va esercitato. La linea dell’essere superiori e lasciar perdere gli ottusi ha ottenuto il solo risultato di far arrivare gli ottusi e i violenti al Governo“.  Ecco, la frase sprezzante alla fine del post è paradigmatica dell’odio nascosto della Signora Murgia. Chissà a chi si riferisce quando parla di “ottusi e violenti” al Governo. Se facesse nomi e cognomi ne apprezzeremmo almeno la tempra. Un linguaggio povero, volgare ed allusivo, il suo, degno del peggio Saviano e quindi indegno. Indegno di uno scrittore e di una scrittrice. Ma lei, Michela Murgia, non crede di poter essere annoverata fra i comuni morali. Lei è superiore, tranne quando la offendono. Quindi non offendetela. Ignoratatela: è la giusta misura per lei.

Segnalare i comportamenti violenti non è inutile. Il contenuto dove comparivano i commenti in cui mi si augurava lo…

Pubblicato da Michela Murgia su Mercoledì 12 giugno 2019

Chiara Feleppa

 

Fonte: Tgcom24, Michela Murgia FB

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