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Luca Delfino, un’altra ragazza uccisa e un omicidio in carcere

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:21
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Luca Delfino, il killer stalker di Genova condannato a 16 anni per l’omicidio di Antonella Multari, ha confessato a un detenuto due omicidi avvenuti nel passato, tra cui quello di Luciana Biggi. 

Luca Delfino confessa due omicidi - Leggilo

Il nome di Luca Delfino non è di quelli che si dimenticano facilmente. Nato a Genova, nel 1977, vive un infanzia difficile dopo il suicidio della madre e l’abbandono del padre, che decide di farsi una nuova vita e una nuova famiglia. Luca cresce, non nel migliore dei modi: si mantiene con lavoretti precari e vive per strada. Sa, però, come corteggiare. E tra le donne che corteggia c’è Luciana Biggi, 33 anni, giovane istruttrice di fitness di Dolceacqua. I primi rapporti tra i due sono di isolamento: vivono fuori dal mondo, tanto che Luciana taglia i rapporti con la sua famiglia ed anche con la sua gemella Bruna, alla quale è legatissima. Il 26 aprile del 2006 Luciana scompare e viene ritrovata due giorni dopo in Vico San Bernardo, nel centro storico di Genova, con la gola tagliata. Luca fin da subito viene indagato con l’accusa di omicidio volontario, accusa dalla quale si difende dicendo di averla lasciata in un bar. Mancano prove, e così Luca viene assolto, come si legge sull’Ansa e sulle cronache di allora.

Oggi emergono dettagli su quell’omicidio, informa TgCom24 che riporta un’indiscrezione de La Stampa. Luca avrebbe infatti confessato al compagno di cella di essere stato lui ad aver ucciso l’ex fidanzata Luciana Biggi. Non solo. Delfino avrebbe confessato anche di aver ucciso un detenuto, quando era rinchiuso nel carcere di Sollicciano insieme a lui. Delfino, allora, si trovava dietro le sbarre dopo la condanna a 16 anni per aver ucciso Antonella Multari, parrucchiera trentaduenne di Dolceacqua, con 40 coltellate. Antonella conosce Luca quando su di lui si concentravano già i sospetti per il caso Biggi. Così, messa in allarme dalla famiglia e dai comportamenti strani dell’uomo, lei lo denuncia per stalking. Un pomeriggio di agosto del 2007, Antonella viene aggredita durante una pausa nel nuovo posto di lavoro, a Sanremo. Stavolta qualcosa lo incastra. Ci sono le prove e Delfino va a processo con rito abbreviato, condannato a 16 anni e otto mesi di reclusione, più 5 anni di custodia in una struttura psichiatrica. Sconterà i primi nel carcere di Sollicciano, dove la morte di quel detenuto viene additata come suicidio.

Dopo la denuncia del compagno di cella, che riapre diversi casi nonostante sia passato del tempo, Delfino è stato trasferito dal carcere di Pontedecimo, a Genova, in un altro istituto. Ora dovrà rispondere delle accuse mosse contro di lui dall’ex compagno di cella, un detenuto ecuadoriano vittima a sua volta di violenza sessuale e stalking perpetrate proprio da Delfino. Il suo legale ha dichiarato alla stampa di aver “appreso da un giornalista del procedimento a carico dell’ex barista, ma di non averne avuto notizia ufficiale”. Intanto sembra che la Procura di Firenze, competente per Sollicciano, avrebbe avviato delle indagini sul presunto assassinio avvenuto in carcere. E se Delfino aveva quasi finito di scontare la sua pena – come accadde a Graziano Mesina – le sbarre potrebbero ora richiudersi.

Fonte: Ansa, La Stampa, Tgcom24,

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