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Federico Rampini: “La Sinistra? Pensa solo ai migranti e ha dimenticato gli Italiani”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:24
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Federico Rampini, in una lunga intervista, parla di temi caldi che accendono la politica italiana: immigrazione, razzismo, femminismo, fascismo. In particolare, la sua sembra una voce fuori dal coro tra le anime della Sinistra.

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Federico Rampini – giornalista, scrittore e docente – è una voce fuori dal coro tra le firme de La Repubblica. A confermarlo sembra essere l’ultima intervista, rilasciata a Federico Novella per La Verità, il quotidiano fondato da Maurizio Belpietro, e riportata da Dagospia. Un lungo commento, il suo; una voce critica sull’azione della Sinistra, quella moderna e lontana dalle radici in cui Rampini crede. “Una volta la sinistra si affidava a Umberto Eco e Pier Paolo Pasolini: oggi l’ eroina della Sinistra è Asia Argento. È una perversione che non posso accettare. Ciò che non accetto è l’ uso ideologico delle star di Hollywood. Quando Asia Argento diventa un’ eroina della Sinistra, allora proprio non ci siamo più. Eravamo il partito di Elsa Morante, Rosa Luxemburg, Hannah Arendt. Il femminismo che da Simone de Beauvoir finisce ad Asia Argento è una perversione del politicamente corretto”, commenta Rampini, forse in riferimento al bacio dato dall’ex di Morgan e Vladimir Luxuria al Gay Pride di Roma.

Non ci sarebbe nessun’anima quindi a rappresentare la Sinistra la cui missione, continua Rampini, “è diventata quella di proteggere gli ultimi, cioè quelli che tentano di attraversare il Mediterraneo. Così facendo, abbiamo voltato le spalle ai “penultimi”, agli italiani, quelli che abitano nelle periferie. Attirano meno solidarietà, e anzi ci sembrano un po’ volgari, un po’ cafoni, non particolarmente simpatici. È una forma di snobismo”. Persino Rampini, insomma, sembra non gradire la deriva sui fascismi, sul femminismo e sull’immigrazione. Le derive e le ostentazioni dei Radical che trovano un critico riscontro nel suo ultimo libro, La notte della sinistra, edito Mondadori. 

Cos’è che ha portato la Sinistra nel buio? Per Rampini, in primis, la relazione con l’idolo progressista Emmanuel Macron: “Macron è senza dubbio un sovranista puro. Un tipico nazionalista francese. Il suo europeismo è un’ impostura: lo si vede da come tratta l’ Italia sull’ immigrazione, a Ventimiglia, a Bardonecchia, o sul dossier Fiat-Renault. Se può prendere a ceffoni l’ Italia lui lo fa sempre volentieri”. Secondo, seguire Jean Claude Juncker – Presidente Commissione UE – quando attacca il Governo italiano: “Juncker? Una delle più grandi vergogne d’ Europa. Abbiamo consentito di far nascere paradisi fiscali come il Lussemburgo nel cuore del continente. È paradossale che l’ Europa se lo sia scelto come capo della Commissione europea”. Quanto al debito pubblico, il Governo Conte potrebbe avviare la procedura d’ infrazione come rimedio: “È un gioco delle parti, ma parti deboli. È debole – e isolata – l’ Italia. È debolissima l’ Europa. Mi piacerebbe vedere un’ Italia che lotta per un’ Unione diversa, per un ritorno alla crescita, con un progetto alternativo alle rigidità estreme del patto di stabilità”. 

Razzismo e fascismo

Rampini commenta infine due temi caldi: razzismo e fascismo e, logicamente, l’azione di Matteo Salvini, ormai bersaglio degli esponenti di Sinistra: “Da quando avevo 20 anni si parla di ritorno del Fascismo in Italia. Ti ricordi cos’ era l’ Italia degli anni Settanta? Le stragi, le bombe sui treni: eppure il Fascismo non tornò, neanche allora. Oggi alcuni fascisti ci sono, e vanno condannati: ma non c’ è alcun rischio Fascismo dietro l’ angolo. Chiediamoci piuttosto perché vaste parti del popolo italiano si spostano verso Destra. I cittadini devono essere compresi e coinvolti: non possiamo dire agli italiani che è così e basta, che il futuro non dipende da loro. O peggio ancora, che l’ immigrazione è meravigliosa e non dobbiamo fare i razzisti”.

Quanto al concetto di multiculturalità Rampini si esprime con queste parole: “Siamo già multietnici. Ci sono tanti immigrati perfettamente integrati. Ma ciò non toglie che ogni Paese ha il diritto di stabilire le regole di accesso e di appartenenza alla propria comunità nazionale. Altrimenti emerge la sensazione di aver perso il controllo delle frontiere, e questo crea già di per sé un senso di insicurezza”. E se, come dice Laura Boldrini, gli immigrati svolgono i lavori che gli italiani non vogliono più fare, è anche vero che avere frontiere aperte significa lavori da sfruttamento. “I migranti – continua Rampini – quando poi invecchieranno, cominceranno a “consumare” pensioni, anziché finanziarle. Sul lungo periodo, non basterà l’ attuale livello di immigrazione, servirà un continuo flusso migratorio per mantenere in equilibrio la previdenza. Questo flusso cambierebbe la composizione etnica della società italiana. Come minimo dovremmo chiedere un parere ai cittadini”. Esistono, continua il giornalista, diverse alternative di sviluppo al mondo. La battaglia di Salvini, sulla chiusura dei porti, “è simbolica e marginale rispetto al problema. Da una parte e dall’ altra quella dei porti è diventata una guerra di bandiera. Così come Donald Trump si è inventato un muro con il Messico che però esisteva già: lo costruì Bill Clinton e lo ampliò George W. Bush con i voti dei democratici”, prosegue.

Un’intervista che acuisce ancora di più quella distanza tra Rampini e i suoi ex-colleghi, quanto meno di pensiero: “In effetti ho avuto scontri aperti con alcuni colleghi e amici. Mi sorprende positivamente l’ atteggiamento di Repubblica, che continua ad accogliermi come voce fuori dal coro. Ai tempi del centralismo democratico del Pci chi era fuori linea veniva espulso. Oggi, per mia fortuna, non sono stato ancora scomunicato”, conclude.

Fonte: La Verità, Dagospia, La7

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