Home Cronaca Patronaggio, il PM che indagò Salvini: arriva un proiettile sulla sua scrivania

Patronaggio, il PM che indagò Salvini: arriva un proiettile sulla sua scrivania

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:43
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Luigi Patronaggio minacciato a morte. Il Procuratore capo della Procura di Agrigento, noto per l’inchiesta sul caso Diciotti e sui numerosi contenziosi che l’hanno visto accusatore di Matteo Salvini – in seguito agli sbarchi dei migranti – ha visto recapitarsi sulla sua scrivania una busta con un proiettile.

Luigi Patronaggio proiettile e minacce di morte a Luigi Patronaggio - Leggilo

Una busta con un proiettile è quella che si è vista recapitare Luigi Patronaggio, Procuratore Capos della Procura di Agrigento, sulla sua scrivania. Il Procuratore capo è vittima, insieme ai suoi figli, di numerose minacce di morte. Storia simile era accaduta al Primo Cittadino di Torino Chiara Appendino, che aveva visto recapitarsi un colpo all’interno di una busta, contemporaneamente al suicidio di una dipendente comunale. “Se continuerai a far sbarcare gli immigrati passeremo dagli avvertimenti ai fatti“: queste le parole indirizzate al giudice, accompagnate da una busta contenente un proiettile. La stessa minaccia  sarebbe stata inviata ai figli.

La missiva recapitata a Patronaggio, riporta TgCom24, ha destato scalpore ma non è la prima volta che il pm si trova ad affrontare minacce simili. Le indagini saranno coordinate dalla procura della Repubblica di Caltanissetta.

Era stato Patronaggio, qualche tempo fa, ad ispezionare la Nave Diciotti e ad aprire un fascicolo d’inchiesta su Matteo Salvini. L’iniziativa del magistrato sfociò in una serie di accuse, tra cui abuso d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio, arresto illegale, sequestro di persona semplice, sequestro di persona a scopo di coazione e il pm finì sotto inchiesta. Ed è stato lo stesso Patronaggio, con il procuratore aggiunto Salvatore Vella, ad aprire un fascicolo su Luca Casarini e sulla Mare Jonio. La nave, qualche tempo fa, venne messa sotto sequestro. Casarini insieme a Pietro Marrone, capitano della nave, è indagato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

L’ultimo dissidio  tra il Viminale e la Procura risale a qualche giorno fa, dopo la decisione di Vella e di Patronaggio di far evacuare l’imbarcazione Sea Watch, posta sotto sequestro, facendo sbarcare i 47 migranti nel porto di Lampedusa. Il proiettile recapitato a Patronaggio sembra essere un atto intimidatorio. Di fatto, la Magistratura non vive facili, specie dopo lo scandalo che ruota intorno alle toghe sul caso Palamara.

Migranti a Malta

Un gruppo di 97 migranti, fra cui due minori e due donne, delle quali una incinta, è sbarcato a Malta ieri mattina. Un’unità della marina militare ha soccorso il barcone in difficoltà a 44 miglia a sud-est da Lampedusa. L’Alarm Phone, il servizio telefonico degli attivisti a sostegno delle Ong, aveva informato su Twitter riguardo alle condizioni disperate dei profughi:

Le persone a bordo dicono di non aver più da mangiare e da bere, e che alcuni sono in panico. Alcuni stanno male e hanno bisogno di cure. Ci sono bambini e donne, alcune incinte. Urge soccorso immediato!”, si legge. In realtà, si tratta di 1 donna, 1 incinta e 2 minori. Tutti gli altri sono maschi. Le operazioni di soccorso da parte di Malta sono state confermate dal Giornale di Sicilia che parla di un’imbarcazione in condizioni di pericolo nelle acque maltesi. Il fine settimana ha visto intensificarsi il numero di sbarchi: circa 360 persone sono approdate alle coste italiane negli ultimi giorno. L’ultimo attracco è avvenuto nelle notte tra domenica e lunedì, a Lampedusa. Quindici persone di nazionalità eritrea sono state raggiunte da una motovedetta mentre si trovavano a bordo di un’imbarcazione in legno, e trainate verso l’Isola.

 

Fonte: Tgcom24, Twitter Alarm Phone, Giornale di Sicilia

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