Home Stampa Mainstream Il senatore Pillon prega per Vittorio Zucconi, Giannini: “Sei un miserabile”

Il senatore Pillon prega per Vittorio Zucconi, Giannini: “Sei un miserabile”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:14
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Massimo Giannini, nuovo direttore di Radio Capital, si scaglia contro Simone Pillon accusandolo di ipocrisia nel post condiviso in ricordo di Vittorio Zucconi, giornalista da poco scomparso. 

Massimo Giannini contro Pillon - Leggilo

 

Ha fatto discutere un post di Simone Pillon, il senatore portavoce di idee retrograde, dicono in giro, sulla famiglia e sostenitore del disegno di legge per rivoluzionare l’affido genitoriale e impedire l’aborto alle donne. Pillon ha infatti condiviso un post, sul suo profilo Facebook, per dire addio al giornalista di Repubblica, da poco scomparso, Vittorio Zucconi.

Pillon - Leggilo

Ho appreso la notizia della morte di Vittorio Zucconi. Prego per lui, perchè al di là delle inutili e faziose celebrazioni di Repubblica, si salvi l’anima. Ora, dove si trova, vede tutto molto più chiaramente”, scrive il senatore. Eppure, tra i due non scorreva buon sangue fin dal 14 settembre scorso quando battibeccarono sul tema dell’aborto. Le affermazioni di Pillon –  alla guida del Convegno delle famiglie di Verona – suscitarono l’ira di Zucconi, che su TgZero, a Radio Capital, si infuriò contro il senatore che a sua volta non rispose alle domande.

Il collegamento fu interrotto. Ma a riaccendere i malumori, questa volta, sono state proprio le parole con le quali Pillon ha detto addio al giornalista. Ad infuriarsi è stato il nuovo direttore di Radio Capital, Massimo Giannini, che ha così commentato quanto scritto dal senatore, reo di aver dato di prova di ipocrisia: “Questo signore è un miserabile e Vittorio non ha bisogno delle sue preghiere. Provvederà da solo alla cura della sua anima senza l’aiuto peloso di Pillon”. 

 

 

A sua volta, ospite a “Uno, nessuno, 100Milan“, su Radio 24, Pillon ha replicato così alle polemiche: “Il mio post di Facebook su Vittorio Zucconi? Mi spiace moltissimo per le polemiche di questi giorni. Credo che la cosa più bella che uno possa fare sia affidare la sua anima al buon Dio. Le mie povere preghiere saranno inutili, però credo di aver fatto un bel gesto nei confronti di un avversario. È stato tutto strumentalizzato e interpretato male“. E poi ancora: “Io, come tutti i cristiani, sono convinto che ogni uomo sia composto da corpo e da anima e che la cosa più importante sia salvare l’anima. Quindi, la cosa più bella che si possa fare per un defunto è pregare per lui. La mia volontà è stata mal interpretata. Ricordo che quando Pertini morì, papa Giovanni Paolo II pregò a lungo per la sua anima e poi disse: ‘È salvo’. Io non sono Giovanni Paolo II e Zucconi non è Pertini, però, mutatis mutandis, con le dovute differenze, il mio intento era quello”.

L’intervista radiofonica è proseguita trattando altri temi, come la posizione ormai nota anti-abortista di Pillon che vorrebbe, in primo luogo, un’applicazione più severa della legge 194 – nel punto in cui prevede aiuti ad una donna che si trova in una gravidanza a rischio. “Abbiamo tutti gli strumenti, profilattici ovunque, la pillola e una marea di anticoncezionali. Donne e uomini sanno cosa stanno facendo. Sappiamo anche con l’ecografia che c’è una vita umana”, dice Pillon. “Secondo me – continua – arrivare a modificare progressivamente le cose in modo che si rispetti primariamente quella vita e spiegare alle persone che le cose si pensano prima è una scelta possibile”.

Infine, qualche parola per il leader Matteo Salvini, che ha “una marcia in più e grande umiltà”. Mai il Vicepremier si sarebbe reso promotore di atteggiamenti di superiorità, come aveva fatto Matteo Renzi, continua il leghista che conclude: “Le nostre radici cristiane hanno diritto di cittadinanza anche in piazza. E non trovo assolutamente niente di male nell’invocare con una preghiera il cuore immacolato di Maria il riferimento è alle parole di Salvini post elezioni non per la Lega, ma per l’Europa e per l’Italia. Anzi, mi piacerebbe che tutti i politici avessero questo sguardo al cielo, perché l’uomo è a tre dimensioni. Non è che siamo solo bidimensionali”.

Fonte: Repubblica, Facebook Simone Pillon, Radio 24, Radio Capital

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