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“Migranti, una bambina morta per il ritardo nei soccorsi”. Ma non era vero

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:00
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La Guardia Costiera ha soccorso un barcone con 90 migranti a bordo a largo della Libia e ha smentito la notizia del decesso di una bambina di cinque anni.

Migranti Guardia Costiera libica - Leggilo

A dare la notizia di un ennesimo salvataggio in mare è stata l’ Ansa. L’agenzia di stampa ha reso noto che la nave della Marina Militare “Cigala Fulgosi“, ha soccorso questa mattina circa 90 migranti a bordo di un gommone in difficoltà al largo della Libia. L’imbarcazione avrebbe cominciato dalla sera del 29 maggio ad imbarcare acqua. Alarm Phone – una rete di attivisti a sostegno dei migranti in difficoltà nel Mediterraneo – aveva dato l’allarme, chiedendo aiuto. Stando a quanto riportato dai migranti a bordo, e confermato da Alarm, una bimba di cinque anni avrebbe perso la vita. Una notizia smentita dopo poco e rivelatasi falsa, come comunicato dalla Guardia Costiera.

“Sono state recuperate, al termine del soccorso, 100 persone, di cui 17 donne e 23 minori per i quali è in corso la verifica delle condizioni di salute. Non risulta alcuna persona deceduta a bordo”, si legge nel comunicato della Guardia Costiera. “Constatate le condizioni del natante con 100 persone a bordo, di cui solo una decina provvisti di salvagente individuale, motore spento, precarie condizioni di galleggiamento e considerate le condizioni meteorologiche in peggioramento, è intervenuta in soccorso delle persone che erano in pericolo di vita”, prosegue. La Cigala Fulgosi, unità della Marina, è ora impegnata nell’Operazione Mare Sicuro per proteggere gli interessi nazionali nel Mediterraneo centrale, messi a rischio anche dalla situazione in Libia.

Nessun bambino morto

Il falso allarme del bambino morto a bordo si era diffuso rapidamente. Poco prima dell’intervento in mare da parte della Marina, il parroco di Lampedusa Carmelo La Magra aveva denunciato la mancanza di soccorsi con un post su Facebook: “Un gommone con a bordo tra gli 80 e i 90 migranti è in difficoltà a largo della Libia da ieri mattina e nonostante l’allarme sia stato dato a tutte le autorità e vi siano delle unità nelle vicinanze, nessuno è ancora intervenuto per portare soccorso.E una bambina di cinque anni è morta a bordo continuava il post, specificando: “È quanto denunciano le Ong rivolgendosi in particolare alla Marina militare italiana che avrebbe a poca distanza il pattugliatore Cigala Fulgosi. Una denuncia che segue quella, documentata da un video, secondo cui qualche giorno fa un migrante è annegato senza che una nave italiana in navigazione a poche miglia di distanza intervenisse“.

Episodio simile accadde la scorsa estate, con la Open Arms. La Ong raccontò di aver salvato una donna superstite con accanto il corpo senza vita di un’altra donna e di suo figlio. Le accuse della Ong tedesca ricaddero sulla Guardia Costiera libica, accusata di aver abbandonato le due donne dopo che queste si erano rifiutate di salire sull’imbarcazione che le avrebbe riportate in Libia. Una ricostruzione poi smentita, così come andarono deluse le speranze dello scrittore Edoardo Albinati che, nel caso dell’Aquarius, si augurò la morte di un bambino in mare sperando in una conseguente caduta del Governo.

Le accuse alla Guardia Costiera

La Guardia Costiera, se ha respinto la notizia del decesso, rimane sotto accusa. Secondo Open Arms, infatti, ci sarebbe stato comunque un ritardo nel soccorso da parte delle autorità italiane che sarebbero intervenute 24 ore dopo aver ricevuto l’allarme, pur sapendo le condizioni dell’imbarcazione e dei naufraghi. E a scagliarsi contro il ritardo delle operazioni di salvataggio è stata anche la Ong italiana Mediterranea Saving Humans:

Salvo poi, appreso dell’errore, ritrattare:

La Ong ha reso noto di aver allertato la Guardia Costiera alle 10.23 del 29 maggio, senza avere risposta. Poi, una seconda volta alle 22.05 del 29 maggio. Entrambe le chiamate avrebbero ricevuto risposta negativa e tutte le richieste di soccorso sarebbero state ignorate. Le accuse, però, vengono respinte dalla Guardia Costiera. In difesa delle autorità italiane è intervenuto invece il Vicepremier Matteo Salvini che ha parlato, su Twitter, di accuse infondate:

Il Vicepremier ha ribadito di voler continuare il pugno duro in tema migranti, accusando le Ong di inventare notizie false pur di avere un seguito.

Fonte: Ansa, Alarm Phone Twitter, Meditteranea Twitter, Matteo Salvini Twitter.

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