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Gad Lerner pubblica una lista di giornalisti da mettere all’indice “perchè di Destra”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:55
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Il giornalista Gad Lerner mette all’indice alcuni colleghi redigendo una Lista, pubblicata sul “Venerdì di Repubblica” , sottolineando presunte similitudini tra giornalisti contemporanei ad esponenti filo-fascisti del passato.

Lerner e la lista - Leggilo

Vorrei compilare qui, a futura memoria, una lista di proscrizione meramente simbolica  non avendo io né il diritto né il potere di mettere al bando chicchessia, e tanto meno d’intromettermi nelle scelte degli autori a cui dobbiamo l’ossessiva, pluriquotidiana comparsata televisiva di certi personaggi…” Comincia così l’intervento di qualche giorno fa del giornalista Gad Lerner, pubblicato sul Venerdì di Repubblica, in cui si accostano alcuni  nomi del fascismo a giornalisti del presente. “Lo so, parlare di lista di proscrizione risulta odioso – scrive Lerner che evidentemente non ambisce ad essere amato nè intende rinunciare alla sua attitudine polemica e provocatoriaMa io non temo di apparire tale, se questo è il prezzo da pagare per lasciare quei nomi qui depositati nero su bianco. Nella serena certezza che nessuno gli farà del male per causa mia, anzi, si compiaceranno del mio dispetto così come del plauso entusiasta di chi vede in loro il ritratto ideale dell’anticonformista, eretico, scorretto perché vicino al popolo”

I giornalisti “fascisti” secondo Gad Lerner

Secondo Lerner i giornalisti segnati sulla “lista” avrebbero o avrebbero avuto atteggiamenti filo-fascisti, insistendo sulla pericolosità degli ebrei, dei massoni, della gente di colore e dei meticci. Gad cita Telesio Interlandi, Giovanni Preziosi, Giorgio Almirante, Julius Evola. Nomi che si macchiarono di antisemitismo, adoperando linguaggio ed argomenti tipici del razzismo italiano novecentesco, quello mussoliniano, che nel 1938 introdusse le leggi razziali. “Il ricorso allo scherno e alla provocazione satirica, il rappresentare deformi e viziosi i bersagli etnici prescelti, l’accreditarsi come coraggiosi nemici dei poteri forti, un po’ sfrontati antielitari estranei alla cultura ufficiale, furono tratti caratteristici che favorirono il successo di quei loschi individui”.

E la lista continua aggiornata al presente:Ebbene, lasciatemelo dire, infine: i vari Paolo Del Debbio, Giuseppe Cruciani, Mario Giordano, Maurizio Belpietro, Vittorio Feltri più altri epigoni minori, non sono forse i Telesio Interlandi, Giovanni Preziosi, Giorgio Almirante, Julius Evola, ovvero i difensori della razza dell’Italia di oggi?”, scrive Lerner

Maurizio Belpietro replica a Gad Lerner

Tra i primi replicare c’è  Maurizio Belpietro, direttore de La Verità che si è ritrovato nell’elenco accanto a nomi di esponenti fascisti. “Chi è stato in Lotta Continua, ossia in un movimento da cui uscirono molti dei protagonisti degli anni di piombo, dovrebbe maneggiare con cura le parole. Ma Gad Lerner, che di Lotta Continua fu uno dei principali leader e di quel quotidiano fu vicedirettore, nonostante l’ età, non pare avere imparato niente da quella stagione. Ancora oggi continua imperterrito a impartire lezioni cariche d’ odio”, replica Belpietro. Poi, riferendosi all’incipit del testo – in cui Lerner parla di una lista puramente simbolica – il giornalista fa notare come il collega abbia avuto premura di camuffare il senso del suo scritto.

Il simpatico collega compila un catalogo di persone da proscrivere, cioè Lerner sta chiedendo «l’ eliminazione» di un certo numero di persone, ma mette le mani avanti precisando di non avere il diritto di farlo e dicendosi certo che nessuno gli farà del male a causa mia”, scrive Belpietro per nulla convinto dell’escamotage dialettico del collega. E infatti sottolinea come il termine “prescrivere” non potrebbe essere preso alla leggera. Secondo il dizionario Zanichelli prescrivere significa “esiliare, bandire, cacciare, deportare o confinare” nota Belpietro secondo cui Lerner sta chiedendo “l’ eliminazione di un certo numero di persone“. E qui Belpietro cita il dizionario Garzanti. E prosegue così:

Dal catalogo di persone da proscrivere – cioè, ribadiamo, da eliminare, espellere, deportare – spuntano i nomi di Mario Giordano, Paolo Del Debbio, Giuseppe Cruciani, Vittorio Feltri e del sottoscritto. Io e i colleghi di altri giornali accostati a un elenco di scrittori e giornalisti che si macchiarono di antisemitismo. Anzi definiti i nuovi difensori della razza, anche se di razza credo che nessuno di noi abbia mai parlato”.

I loro nomi, spiega Belpietro “servono solo per evocare le campagne del Minculpop, il ministero della cultura popolare nell’ epoca del Ventennio. Negli anni, questi scrittori e giornalisti «martellarono l’ opinione pubblica sulla pericolosità degli ebrei, dei massoni, dei negri e dei meticci». Il linguaggio e gli argomenti di quei propagandisti del razzismo italiano novecentesco, scrive l’ ex vicedirettore «sono uguali identici a quelli adoperati dai loro epigoni contemporanei»”, commenta Maurizio Belpietro che non minaccia querela ma conclude con qualche annotazione volta a sottolineare la faziosità di Lerner: “rassegnando le dimissioni da direttore del Tg1 per aver mandato in onda immagini pedopornografiche cavò la lista di chi gli aveva sussurrato una raccomandazione e, pur essendo stato nominato da Massimo D’ Alema, citò solo onorevoli di destra...”

Belpietro si concede qualche nota sarcastica: “Mi consola solo un fatto: che Lerner non ne abbia mai azzeccata una. Non parlo di quando pronosticava la rivoluzione. No, penso a quando sosteneva che abbattendo Gheddafi non ci sarebbe stato nessun esodo biblico verso l’ Italia”. Belpietro ricorda infine quando Lerner commentò la sua assoluzione in un processo dicendogli di essere solo al primo grado di giudizio. “Come era immaginabile, essendo un noto difensore della libertà di parola, si augurava la mia condanna in appello. Senza sapere che la sentenza era definitiva” conclude il direttore su La Verità.

Fonte: Venerdì di Repubblica, La Verità, Garzanti

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