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Burkina Faso, strage durante la messa: “Vogliono impedirci di pregare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:32
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Prosegue la strage di Cristiani in Africa, ormai da tempo nel mirino di attacchi terroristici. L’ultimo, di ieri mattina, è accaduto in Burkina Faso e ha provocato due morti. 

Burkina Faso strage cristiani - Leggilo

Nuovo attacco alla cristianità in Burkina Faso, dove un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco a Toulfè, nel nord del Paese. 4 sono le vittime fino ad ora accertate, mentre due sono i feriti. L’attacco, che ha colpito la chiesa del villaggio mentre i fedeli celebravano la messa domenicale –  riferiscono fonti locali – si è verificato intorno alle 9.00 locali, 11.00 italiane. Nell’ultimo mese, gli attentati contro i cristiani si sono ripetuti a cadenza regolare, provocando una quindicina di vittime. “Quella in atto in Burkina non è solo una guerra contro noi cristiani, ma è una guerra dichiarata contro Gesù Cristo. Si vuole eliminare la presenza cristiana”, ha denunciato Monsignor Théophile Nare, vescovo di Kaya. Le principali agenzie di stampa, come Agensir, hanno diffuso quello che sembra essere un accorato appello.

Burkina Faso è considerata una delle nuova basi dell’estremismo islamico nell’Africa occidentale. Una serie di attacchi iniziati a metà febbraio, quando morirono un sacerdote spagnolo e quattro doganieri nella parte orientale del paese. Poi, il 17 marzo, il rapimento di un parroco locale. Ancora, il 28 aprile, un commando aveva ucciso un pastore protestante e cinque fedeli in una chiesa di Silgadji, nella provincia settentrionale di Soum, al termine della funzione domenicale. Si trattava del primo attacco in quella zona, che ha avuto il suo seguito in un agguato durante una processione, il 14 maggio, in cui hanno perso la vita 4 persone. Gli estremisti islamici hanno anche distrutto, in quell’occasione, la statua della Vergine. Un segno, continua il prelato africano, per “costringere i cristiani a non pregare più”.

Dalla capitale di Burkina Ouagadougou ad altre regioni, dal Sud al Nord dell’intero Continente: l’attacco alla cristianità è un male che affligge l’Africa, una minaccia che le forze armate non riescono a contrastare. Specialmente la Nigeria è segnata ormai dalla rivalità fra i Pastori Musulmani Fulani e gli agricoltori cristiani. Una sorta di guerra civile che ha causato la morte di 1930 cristiani nel 2018, 300 solo da febbraio a fine marzo. La rivalità per la terra si accentua per motivi religiosi tanto da generare un clima di odio e terrore. A nulla sono serviti gli appelli dei vescovi affinché ci si renda conto di una situazione di gravità e violenza inaudita sulla quale, però, si tende a tacere. Il vescovo di Gboko, Monsignor Amove Avenya, ha più volte definito la guerra armata “una bomba ad orologeria che rischia di distruggere il paese”. E, in effetti, la profezia non sembra essere così sbagliata.

Fonte: Agensir

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