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I Vescovi africani “Basta emigrazione”, 57 migranti sbarcano a Lampedusa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:23
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I vescovi africani, riuniti a Burkina Faso, hanno lanciato un appello rivolto ai giovani a considerare i rischi dell’emigrazione incontrollata, una vera e propria piaga che spesso porta morte e miseria.

Vescovi africani basta immigrazione - Leggilo

 

Mentre dal Vaticano, alla Conferenza episcopale italiana, si muovono voci da Papa Francesco affinché l’Italia non sia lasciata da sola ad occuparsi della gestione dei migranti, in Africa occidentale i vescovi delle conferenze nazionali e interterritoriali si sono riuniti in Burkina Faso, a Ouagadougou, per la Terza Assemblea Plenaria. L’incontro è durato dal 14 al 20 maggio e l’argomento principale è stato quello dell’immigrazione. In particolare, i vescovi hanno invitato i giovani africani ad essere più consapevoli dei pericoli dell’immigrazione irregolare, una vera e propria piaga che priva l’Africa di forze giovani conducendole a viaggi insperati, sofferenze e morte. “L’emigrazione che colpisce giovani africani attratti dalla sete di una vita migliore, si interrompe bruscamente tra le onde del Mediterraneo o nel deserto libico”. Da qui, l’esortazione a rendersi conto dei rischi e di aiutare la gioventù a trovare opportunità per guadagnarsi da vivere.

Epidemie, disastri ambientali, minacce, tragedie senza precedenti, violenze settarie, nuove forme di terrorismo, attacchi alla democrazia e alla cristianità: sono solo alcune delle cose accadute in Africa negli ultimi anni, ricordano i vescovi. “Lavoriamo perché i giovani possano trovare sempre nella Chiesa un’accoglienza pastorale e spirituale che permetta loro di reintegrarsi nel proprio Paese e nella propria comunità ecclesiale per vivere pienamente la propria fede”.

Al termine dell’incontro, come riportato da Fides, è stato pubblicato un comunicato e un messaggio pastorale, in cui si esorta a non credere alle false promesse che portano solo alla schiavitù: “Voi rappresentate il presente e il futuro dell’Africa, che deve lottare con tutte le sue risorse per la dignità e la felicità dei suoi figli e figlie. In questo contesto, non possiamo tacere sul fenomeno delle vostre migrazioni, specialmente in Europa. I nostri cuori come pastori e padri soffrono nel vedere queste barche sovraccariche di giovani, donne e bambini in balia delle onde del Mediterraneo”. La sete di felicità e di benessere porta a risultati opposti: disoccupazione, miseria, povertà. “Con il duro lavoro e la perseveranza potrete avere successo in Africa e, cosa più importante, rendere questo continente una terra prospera. È triste notare che molti, nella loro ricerca di migliori condizioni di vita, sono stati vittime di rapitori, commercianti di schiavi. Molti sono morti in alto mare o nel deserto. Non dobbiamo permettere che una tale tragedia continui”, scrivono i vescovi dell’Africa occidentale.

La richiesta rivolti ai governi dell’Africa è quella di promuovere “una nuova cultura di leadership nel servizio, nella giustizia, nel patriottismo e di creare un ambiente favorevole affinché gli africani possano vivere e prosperare nel nostro continente”. Mentre ai governi che li accolgono si richiede che “la dignità dei migranti e dei rifugiati sia rispettata ovunque e sempre”.

Nuovo sbarco a Lampedusa

E intanto, questa mattina, 57 persone – 56 uomini e 1 donna – sono sbarcate sull’isola di Lampedusa, come riportato da Adnkronos. I migranti sono partiti dalla Libia e provengono dal Marocco, Algeria, Siria, Libia, Gambia e Bangladesh. A soccorrerli, le imbarcazioni della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza. Il barcone non è stato intercettato ed è probabilmente uno dei quattro avvistati giovedì nel Mediterraneo, di cui tre riportati indietro dalla Marina libica.

Fonte: Fides, Adnkronos

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