Home Politica Opinioni Saviano contro la Polizia, parla un giornalista sotto scorta: “Dovremmo solo ringraziarli”

Saviano contro la Polizia, parla un giornalista sotto scorta: “Dovremmo solo ringraziarli”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:07
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Roberto Saviano sotto attacco, almeno così si vocifera sui social. La polemica, stavolta, lo vede destinatario di frecciatine via Twitter lanciate da Paolo Borrometi, giornalista siciliano che dal 2013 vive sotto scorta.

Roberto Saviano critiche alla Polizia - Leggilo

 

Ha forse meno fama di Roberto Saviano, ma la sua vita è un inferno fin dal 2013. Fin da quando Paolo Borrometi, giornalista siciliano, gli è stata assegnata la scorta dopo aver ricevuto diverse minacce di morte e aggressioni. Il motivo? Il suo lavoro, denunciare le crepe criminogene delle zone di Ragusa e Siracusa. Un personaggio scomodo, un intralcio da eliminare tanto che diverse intercettazioni dei Carabinieri hanno svelato progetti e piani per ucciderlo ad opera di criminali. Le indagini di Borrometi passano in esame, fin nel dettaglio, il mondo della criminalità organizzata, cercando di far luce sui punti oscuri delle aziende della malavita: droga, omicidi, mafia. Il giornalista scava nelle logiche di questi percorsi malavitosi, qualcosa di non dissimile da ciò che fece Roberto Saviano. Con la differenza, però, che di Borrometi si sente meno parlare mentre il radical lo ritroviamo ovunque, in tv, sui giornali e sui social. Amico di Fabio Fazio, a fare politica.

Ad aprire polemica, in queste ore, sono stati alcuni Tweet del giornalista siciliano in difesa della Polizia di Stato. “Chi sta in strada non indossa una casacca politica, difende la libertà di ognuno di noi”, ha scritto Borrometi sul suo profilo Twitter:

Il post di solidarietà inviato da Borrometi alle Forze dell’Ordine è stato letto come un attacco a Roberto Saviano perchè uur senza mai essere nominato, lo scrittore è stato protagonista negli ultimi giorni di uno scontro con la Polizia di Stato. Il motivo scatenante, le proteste di Casal Bruciato,a Roma.  Lo scrittore di Gomorra ha attaccato il Ministro dell’Interno e la Polizia, accusandola di essere di parte e di aver preso in special modo le difese della Lega e di Salvini. “Parole ambigue dal #MinistroDellaMalaVita su #CasalBruciato per non indispettire i cani feroci di #CasaPound che minacciano donne e bambini. E la @poliziadistato, che sequestra striscioni e telefonini, ridotta a servizio d’ordine per la campagna elettorale di un partito. Che pena”.

 

Immediata la replica della Polizia. “Serve il paese, e non è piegata ad alcun interesse di parte. Chi sbaglia paga nelle forme prescritte dalla legge”: 

Idea non dissimile da quella ripresa da Borrometi che, nei tweet in risposta agli utenti, puntualizza che la Polizia non va delegittimata e non deve essere sottoposta ad attacchi che ne possano minare la credibilità. L’errore di un singolo agente, infatti, non può e non deve offuscare e mettere il lavoro dell’intero ordine. Lavoro a cui quelli come Saviano dovrebbero essere riconoscenti. Invece, quest’ultimo preferisce coinvolgerla in polemiche di parte. Diciamo che… “non fare di tutta un’erba un fascio” non è il motto che più gli si addice.

Fonti: Twitter Paolo Boorometi, Twitter Roberto Saviano, Twitter Polizia di Stato

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