Home Cronaca Andrea La Rosa, sgozzato per 38mila euro: ergastolo per madre e figlio

Andrea La Rosa, sgozzato per 38mila euro: ergastolo per madre e figlio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:05
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Si aprono le porte del carcere a vita per Raffaele Rullo e sua madre Antonietta Biancaniello, gli assassini dell’ex calciatore Andrea La Rosa. Un omicidio premeditato, causato da un debito nei confronti della vittima di circa 38mila euro. 

Antonietta Biancaniello omicidio La Rosa - Leggilo

 

Andrea La Rosa, ex calciatore del Brughiero calcio, è deceduto la notte tra il 14 e 15 novembre 2017, a Milano. La vittima è stata parzialmente sgozzata e il suo cadavere è stato poi sciolto con l’acido. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco, portarono al fermo di Antonietta Biancaniello e suo figlio Raffaele Rullo, di Quarto Oggiaro, Milano, accusati di omicidio e soppressione di cadavere. Il movente, un prestito di circa 38mila euro che madre e figlio non volevano restituire a La Rosa.

Secondo le ricostruzioni, riportate da Il Corriere della Sera, l’ex calciatore avrebbe incontrato Rullo a casa della madre per ricevere 8mila euro. Già in passato aveva prestato 30mila euro che non gli erano mai stati restituiti. Ma Rullo non aveva alcuna intenzione di saldare il suo debito. Per questo, giunto nell’abitazione, La Rosa è stato prima narcotizzato, poi trascinato nella cantina, dove i due hanno provato a sgozzarlo, senza riuscirci. Hanno poi tentato di scioglierlo nell’acido: Andrea è morto per asfissia dopo aver respirato i vapori dell’acido con cui è stato cosparso il corpo. Il cadavere è stato ritrovato chiuso in un bidone nel bagagliaio dell’auto di Antonietta.

Sia la Biancaniello, 58enne, che Rullo, 35enne impiegato, sposato e padre di due bambini piccoli, sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Milano. Nessun attenuante per i due assassini, così come richiesto dal procuratore Eugenio Fusco e dal pm Maura Ripamonti. La madre ha provato inutilmente ad assumersi ogni responsabilità: “Ho fatto tutto io, eccome se l’ho fatto io”. Poi la sentenza: Antonietta scoppia in lacrime, il figlio resta impassibile. E intanto, il carcere a vita da cui nessuno dei due può scappare.

Madre e figlio sono stati accusati anche del tentato omicidio della moglie di Rullo, Valentina Angotti. Quest’ultima è stata drogata con massicce dosi di benzodiazepine e insulina; i due assassini le hanno poi tagliato i polsi, allo scopo di inscenare un suicidio. La morte della donna, assicurata da una polizza vita intestata dal marito, sarebbe valsa circa 150mila euro in caso di suicidio o morte naturale. In quel periodo, Rullo aveva tantissime amanti e per questo aveva bisogno di soldi. Valentina fu ricoverata al pronto soccorso di Monza, priva di sensi. Ma, una volta sveglia, ha ricostruito tutto con l’aiuto degli inquirenti. Secondo la difesa, sarebbe stata proprio l’Angotti ad inspirare l’omicidio di La Rosa. Quest’ultimo “non sarebbe morto se il tentato omicidio di Valentina Angotti fosse andato a buon fine”, sostiene il pm Ripamonti.

“Una tesi inverosimile e sorprendente”, dice il procuratore aggiunto Eugenio Fusco, durante l’udienza. La difesa Ermanno Gorpia ha chiesto con insistenza alla Corte di non pronunciare il verdetto, ma di disporre oggi una perizia psichiatrica sugli imputati. Richiesta che non è stata accolta.

Fonte: Il Corriere della Sera

 

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