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Luigi Zanda: “Ritiro il disegno di legge per l’aumento degli stipendi ai parlamentari”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:31
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Luigi Zanda, senatore e tesoriere del Partito Democratico, ha rinunciato al disegno di legge sugli stipendi dei parlamentari, annunciando azioni legali nei confronti di Luigi Di Maio.

Luigi Zanda disegno di legge - Leggilo

Alla fine Luigi Zanda ha ceduto. Il tesoriere del PD ha ritirato il disegno di legge, contestatissimo dal M5S, per equiparare gli stipendi dei parlamentari a quelli degli europarlamentari, chiedendo un aumento rispetto ai 14.000 euro attuali. Il senatore del Partito Democratico spiega le ragioni che lo hanno portato ad una simile decisione, non risparmiando attacchi ai 5 Stelle ed annunciando azioni legali nei confronti del leader pentastellato, che invece sostiene il taglio dei vitalizi: “Ritirerò oggi il ddl sulle indennità parlamentari per tutelare il PD, perché non voglio che il partito debba subire le manipolazioni politiche di Luigi Di Maio, che citerò in giudizio per aver distorto il significato della mia proposta“.

L’esponente dem, come riporta TgCom, si dice stupefatto per le critiche che ha ricevuto la sua proposta: “Mi ha molto sorpreso tutto questo rumore sulla mia iniziativa, che è il frutto di un lavoro molto accurato, non solo mio, con apporti sia tecnici sia politici. Non era importante l’ammontare della retribuzione, ma l’affermazione di due principi. Il primo è quello per cui i collaboratori parlamentari italiani devono seguire le regole europee, che sono molto più trasparenti. Il secondo è che le retribuzioni dei nostri parlamentari dovrebbero essere decise da un organismo terzo, cioè il Parlamento europeo, e non soggette alle manovre politiche del Parlamento italiano”, spiega Zanda. E ancora: “Non stiamo parlando di uno stipendio qualsiasi. Le guarentigie dei parlamentari, la libertà di mandato e il trattamento economico, in tutto l’Occidente sono di importanza primaria perché garantiscono la qualità della democrazia. Affidando tutto al Parlamento europeo faremmo cessare sospetti e polemiche elettorali”.

Accuse respinte al mittente dal M5S che, dal blog delle Stelle, demolisce questa ricostruzione dei fatti cantando vittoria per il ritiro del ddl che avrebbe potuto aumentare gli stipendi dei parlamentari: “Allora era tutto vero. Zingaretti è stato sbugiardato dal suo stesso tesoriere. Zanda ha dichiarato che ritirerà la vergognosa proposta PD. Caro Zingaretti, la proposta PD di aumentare gli stipendi dei parlamentari c’era eccome! E Zanda ci è rimasto talmente male che adesso minaccia causa a Di Maio. Ma con quale coraggio? Zanda e tutto il PD si vergognino. Il Partito democratico è in confusione totale”.

In effetti, si chiede poi Di Maio: “Se fossero stati convinti della bontà delle proprie convinzioni politiche perché non sono andati fino in fondo con la loro legge?

Fonti: TgCom, il Blog delle stelle

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