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Antonio Ciontoli disse: “E’ stato mio figlio ad uccidere Marco”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:52
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Continua a tenere banco la vicenda dell’omicidio di Marco Vannini, il ragazzo ucciso con un colpo di arma da fuoco mentre si trovava a casa di Antonio Ciontoli, padre della sua fidanzata. Proprio dalla sua pistola sarebbe partito il colpo che gli ha strappato la vita. Un caso che, nonostante la condanna a cinque anni di reclusione per omicidio colposo a carico del Ciontoli, sarebbe tutt’altro che chiuso.

Antonio Ciontoli è stato mio figlio - Leggilo

Nuove e inquietanti verità sull’omicidio di Marco Vannini sono state portate in luce dalla trasmissione di Italia 1, Le Iene, che da tempo ormai segue il caso della morte del ventenne, ucciso da un colpo di pistola mentre si trovava nella villetta dei genitori della fidanzata, Martina Ciontoli, a Ladispoli. Il giornalista Davide Golia ha infatti raccolto la testimonianza di un uomo che era finora rimasto nell’ombra, così come era già accaduto con i vicini dei Ciontoli. Si tratta di Davide Vannicola, il quale ha riferito la sua versione dei fatti del tutto inedita riguardo l’operato di Roberto Izzo, ex comandante dell’Arma dei Carabinieri di Ladispoli.

Vannicola, amico di Izzo, ha riportato una confidenza clamorosa raccontatagli proprio da quest’ultimo tanto che, a seguito di questa confessione, la loro amicizia si sarebbe definitivamente interrotta. “Non riesco più a tenere dentro questa cosa, tra noi c’era una bella amicizia”, racconta il teste. E lo stesso sarebbe stato tra Izzo e Ciontoli: “Da quello che diceva il Maresciallo erano molto amici, si chiamavano spesso. Lui si vantava di questa amicizia, e mi diceva che questa amicizia lo avrebbe aiutato, perché era convinto che Ciontoli lo avrebbe fatto lavorare nei servizi segreti”.

Stando alle ricostruzioni di Vannicola, un giorno Izzo avrebbe accompagnato Ciontoli nel suo negozio di borse con l’incarico di crearne una su misura con una fondina per la pistola. Dopo qualche tempo, lo stesso Izzo pare gli abbia raccontato di aver fatto una sciocchezza: “Mi disse che Ciontoli lo aveva chiamato per risolvere un problema che c’era stato in famiglia, chiamandolo prima della chiamata all’ambulanza”. Di questa telefonata non c’è traccia, ma Davide è certo che Izzo fosse stato in possesso di due cellulari tanto da avere due recapiti telefonici sui quali contattare l’ex comandante dell’Arma.

Vannicola quindi prosegue il racconto, riportando la telefonata tra Ciontoli e Izzo: “Robè, mi devi aiutare perché hanno fatto un danno grosso”, avrebbe detto Antonio Ciontoli all’ex dell’Arma. “Poi confessò che aveva preso un po’ di tempo, tempo prezioso per la vita di Marco, e che poi era arrivata l’ambulanza”, spiega Vannicola. In seguito, Davide domanda all’amico per quale ragione i familiari fossero arrivati in commissariato dopo Izzo: “Che ti devo dire? Avranno pulito casa”, questa la risposta.

Ma è a questo punto che arriva il momento più clamoroso della confessione che potrebbe rimettere in discussione tutto: “Poi Izzo mi ha detto che consigliò a Ciontoli di prendersi la colpa, perché faceva parte dei servizi segreti quindi non gli sarebbe successo più di tanto, mentre a Federico, il figlio, avrebbe rovinato la vita”. Davide quindi conferma: “Mi disse che Antonio non era stato ad uccidere Marco, ma suo figlio”.

Fonte: Le Iene

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