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Moncalieri, muore in sala d’attesa, come un fantasma

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:41
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E’accaduto a Moncalieri. Forse nessuno vorrebbe morire così, nella solitudine, dimenticato da tutto e tutti. Senza un cognome né un’identità. Nessuno vorrebbe dire addio senza stringere una mano. Nessuno, cioè, vorrebbe essere Beppe.

clochard muore sala d'aspetto - Leggilo

Si chiama Beppe e la sua storia è simile a quella di Claudio Mazzucchi, il clochard di Bologna deceduto e a cui nessuno ha voluto pagare le spese funebri. Il post-morte è un po’ diverso, ma ciò che accomuna entrambi è una vita sofferta, fatta di sacrifici e vagabondaggio. E se Claudio aveva una moglie al suo fianco, Beppe non aveva nessuno ed è deceduto, solo, nella sala d’aspetto del pronto soccorso dell’ospedale Santa Croce di Moncalieri. In realtà, attorno a lui c’erano diverse persone. Ma nessuno l’ha considerato, come riportato da Il Corriere della Sera. “Sembrava dormisse“, dice la gente. E invece era morto. Nel sonno.

Era arrivato in ospedale, la notte tra l’1 e il 2 maggio, senza documenti, per ripararsi dalla pioggia incessante. Nulla si sa della sua età, del suo cognome, della sua storia. Dicono che si chiamasse Beppe e aveva con sé solo una borsa e addosso qualche straccio. Passava le sue giornate all’esterno del centro commerciale “Il Gigante”, seduto su qualche cartone. Alcuni passanti, vedendolo star male, avevano chiamato il 118 e così Beppe era stato trasportato al Moncalieri già qualche giorno prima di quella notte.

I medici l’avevano registrato sotto il nome “Ignoto1”, ma il clochard non presentava patologie, spiega ora il direttore sanitario Piero Panarisi. Ha poi firmato il foglio di dimissioni per andarsene. Poi, qualche ora dopo, è tornato nella sala d’attesa. Nessuno, però, ha creduto avesse bisogno d’aiuto. Chi l’ha visto, quella notte, ha creduto avesse solo bisogno di un riparo e l’ha lasciato riposare su quella sedia nella sala d’aspetto dell’ospedale. Solo il mattino dopo, il familiare di un paziente lo ha visto immobile e ha allertato i medici. Ma l’uomo era già deceduto.

Beppe aveva detto ai sanitari solo il suo nome, e null’altro. Sono stati disposti accertamenti medico-legali per capire la causa del decesso ed è stato aperto un fascicolo dal pm Mario Bendoni, che però non ha ipotesi di reato. Sono state acquisite le registrazioni delle telecamere per definire con precisione l’orario in cui la vittima è rientrata a ripararsi. Una faccenda che accade spesso anche a Carmagnola e a Chieri, spiega il direttore sanitario. “Abbiamo provato tante volte a intervenire in loro soccorso. Mesi fa abbiamo accompagnato due di loro a Torino. Li abbiamo aiutati a farsi la barba, a lavarsi per poi affidarli a strutture specializzate. Il giorno dopo erano di nuovo qui, in sala d’aspetto”.

Beppe invece non era molto conosciuto ed è morto così, come un fantasma, da solo. In una notte di pioggia.

Fonte: Il Corriere della Sera

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