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Macron toglie l’italiano dalle scuole, e Mattarella va a Parigi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:13
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Potremmo essere amici, in realtà. Ci ha provato qualcuno a bere caffè con Macron ma sembra che la Francia non ci sopporti proprio, e il contrasto sembra essere ormai sia di vecchia data che reciproco. L’ultimo voltafaccia, l’eliminazione dell’insegnamento dell’italiano dalle scuole. 

Macron toglie l'italiano dalle scuole - Leggilo

Dante Alighieri si starà rivoltando nella tomba, probabilmente. La lingua italiana è un patrimonio, possa essa piacere o no, E vanta una tradizione di secoli e secoli che ci permette di gareggiare con le bende e con la sicurezza di uscirne vincitori. Eppure, pian piano, la Francia sta dicendo addio all’insegnamento dell’italiano, visto che i posti messi a concorso, attraverso il canale di arruolamento docenti dell’Agrégation, si sono dimezzati negli ultimi anni. Per il Capes, che abilita alla docenza nelle scuole medie, nel 2013 erano 64. Ridotti poi a 28 e infine a 16.

Una decisione che ha incontrato l’opposizione di molti, che hanno invitato il Presidente francese Emmanuel Macron a riconsiderare il taglio dell’insegnamento dell’italiano, con la firma di una petizione per chiedere di riportare a un numero congruo – 12 per l’Agrégation, 35 per il Capes – le cattedre, come riportato dall’Agi. Tra i volti noti che si sono detti contrari, lo scrittore Andrea Camilleri, Ascanio Celestini, Luciano Canfora ed Emma Dante. Non è nemmeno diminuita, tra l’altro, la richiesta di studiare l’italiano da parte dei ragazzi francesi. Un altro scontro culturale sembra comunque alle porte, visto che italiani e francesi non perdono occasione per prendersi a capelli.

Dal dolore mai superato per la Gioconda, al cibo, alla rivendicazione di alcune città, Nizza in primis. Il contrasto è aspro e, seppur lo scambio culturale resta forte e attivo – la Francia non può vantare meno arte dell’Italia – di certo le due non si hanno simpatiche. Chi nutre simpatia per Macron è invece Sergio Mattarella, in queste ore in Francia per le celebrazioni del 500esimo anniversario della morte di Leonardo Da Vinci.

Il Presidente si è fermato a Notre-Dame, in visita alla cattedrale dopo l’incendio che l’ha distrutta, il 15 aprile scorso, come riportato da La Stampa: “Sono qui per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia”, ha detto. “Notre-Dame è un archivio di memoria, nel quale si specchia tanta parte della storia dell’Europa. L’Italia ha trascorso ore di angoscia e affetto, perché con la Francia c’è grande sensibilità culturale”. E se queste ultime dichiarazioni posso dirsi plausibili, a far sorridere è piuttosto l’idea di un’amicizia, che anzi si è trasformata in scontro aperto qualche mese fa, in piena crisi diplomatica, eccetto per quei comuni che hanno issato bandiera francese. A parte questo, il declino di Macron è ormai annunciato. E l’odio tra le parti sembra essere reciproco.

Fonti: Agi, La Stampa

 

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