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1 Maggio, Alessandro muore sul lavoro mentre la Sinistra pensa a Stefano Cucchi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:31
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La Sinistra aspetta il Primo Maggio per poter parlare di lavoro e  lavoratori, dopo averli traditi entrambi con i sindacati in prima fila che sfruttano l’occasione per ricordarci che esistono. Quest’anno ha potuto anche contare sull’appoggio di Ilaria Cucchi. Nel mentre, però, aumentano i decessi sul posto di lavoro.

Ilaria Cucchi, concerto del Primo Maggio - Leggilo

 

Mentre la Sinistra festeggiava e Ilaria Cucchi parlava dal palco del Concertone, Alessandro Ziliani moriva sul posto di lavoro, il Primo Maggio. Muratore cinquantenne, nato e vissuto a Bergamo, è morto schiacciato da un blocco di cemento in un’azienda agricola di Cortemaggiore, in provincia di Piacenza. Secondo le prime ricostruzioni, l’operaio si trovava su un ponteggio per la demolizione di una struttura. Ma un pezzo di cemento si è staccato colpendolo al petto: Alessandro è rimasto schiacciato e le sue condizioni sono apparse fin da subito molto gravi, come riportato dall’Ansa. Giunti sul posto, immediatamente, i Vigili del fuoco e il 118 che lo hanno liberato dal peso della trave. L’uomo è stato trasportato in eliambulanza, in codice rosso, all’ospedale di Parma. Rimasto ferito, insieme a lui, un suo collega, trasportato in ospedale a Piacenza.

Se per quest’ultimo c’è stata speranza, alcuna possibilità ha avuto Alessandro, morto poco dopo. Una dinamica simile a quella che ha visto la morte di Eros Cinti, schiacciato da un blocco d’acciaio. I morti sul lavoro aumentano ogni giorno, e in queste circostanze il Primo Maggio sembra solo uno sfarzo dell’azione dei Sindacati. Azione che, però, ha poco di pratico. E, come tutte le Sinistre, quello che resta delle giornate simbolo è solo un cumulo di parole. La presenza di Ilaria Cucchi, fianco a fianco di Ambra Angiolini, sul palco del Concertone ha completato il quadro. Ma Stefano Cucchi non è morto sul lavoro, i cori contro la Polizia c’entravano poco e Ilaria ancor meno. Ma ormai lei fa parte della Sinistra a prescindere, che si piazza ovunque pur di stare al centro dell’attenzione. Sul palco del concerto ha parlato di “Diritti umani” e bisogna capire che considerazione aveva degli altri il fratello Stefano, mentre viveva come sappiamo, e ora diventato un santino per il popolo osannante che urla contro la Polizia. Di questi populismi la Sinistra non parla. Parla del lavoro il Primo Maggio dopo che ha contributo, in maniera determinante a distruggerne le tutele. Cosa è cambiato, dopo ieri? Dopo il concerto, i cori, e la gente? Ecco, facendo due conti, c’è solo un morto in più.Meglio creare altri miti, allora. Tocca a Stefano Cucchi, nientemeno.

Fonte: Ansa

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