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La Jihad continua: massacro di Cristiani in Burkina Faso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:36
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Bambini, donne, anziani e uomini di fede, continuano a venire uccisi dai jihadisti. In Africa Occidentale si è passati dai 12 attentati nel 2016, a oltre 158 nel 2018. Due giorni fa, il massacro è avvenuto in una chiesa protestante. 

Burkina Faso strage di Cristiani, appello per la Libia - Leggilo

Secondo l’Armed Conflict Location & Event Data Project il numero di attentati ad opera di Al Qaeda, Stato Islamico e il gruppo locale Ansarul Islam, è aumentato esponenzialmente. Domenica un commando di jihadisti ha fatto irruzione in una chiesa protestante in Burkina Faso: la funzione è stata interrotta a colpi d’arma da fuoco, uccidendo cinque persone, tra cui il pastore ed i suoi figli. La BBC riporta che l’attentato è avvenuto nella piccola città di Silgadji, vicino alla capitale, nlla provincia settentrionale di Soum.

Il Santo Padre ha appreso con dolore la notizia di un nuovo attacco contro una chiesa in Burkina Faso“. Così ha dichiarato Alessandro Gisotti direttore ad interim della Sala Stampa Vaticana. Francesco “prega per le vittime e i familiari e tutta la comunità cristiana del Paese”, come riportato a TgVaticano. La notizia della nuova strage di Cristiani in Burkina Faso è arrivato in concomitanza con l’Angelus da Piazza San Pietro dedicato alla Libia  “Vi invito ad unirvi alla
mia preghiera per i profughi che si trovano nei centri di detenzione in Libia – ha detto Bergoglio – la cui situazione, già molto grave, è resa ancora più pericolosa dal conflitto in corsoFaccio appello – ha aggiunto – perché specialmente le donne, i bambini e i malati possano essere al più presto evacuati attraverso corridoi umanitari“.

L’elenco delle morti avvenute negli ultimi giorni in Burkina Faso.è lungo: il venerdì che precede quest’ultimo massacro, un gruppo di jihadisti ha attaccato il villaggio orientale di Maitaougou, causando la morte di cinque insegnanti ed un dipendente del comune. E procedendo ancora a ritroso, il 5 aprile, un villaggio della diocesi settentrionale di Dori, era intento alla celebrazione della via Crucis quando degli uomini armati sono entrati nella chiesa.  Hanno separato uomini e donne, madri e padri dai loro bambini, per poi uccidere quattro fedeli che avevano tentato la fuga.

Tra domenica 31 marzo e martedì 2 aprile, inoltre, almeno 62 persone hanno perso la vita nei pressi di Arbinda, nel nord del Burkina Faso, al confine con il Mali, in un attacco jihadista.

Fra le tante cose che fanno rabbrividire, è possibile che gli estremisti islamici, notoriamente sprezzanti verso le vite di chi non si è convertito allo Stato Islamico, abbiano voluto giocare con la scomparsa del parroco di Djibo, don Joel Yougbaré. Di lui, non si sa nulla dal 17 marzo, giorno del suo rapimento. Pochi giorni fa è giunta sui social la notizia del presunto ritrovamento del suo corpo, impiccato a un albero, come riportato da La Stampa. Il vescovo Mons. Laurent Dabiré, Vescovo di Dori,sul luogo indicato non ha ritrovato nessun corpo: “Si tratta di una notizia diffusa sui social media e poi ripresa da alcuni organi di stampa.  – ha detto – Si indicava un luogo dove si sarebbe trovato il corpo impiccato di don Joël. Abbiamo effettuato delle ricerche nel luogo indicato ma non abbiamo trovato nulla. Non sappiamo chi ha diffuso questa notizia e perché”.

La jihad ha come unico scopo mietere il più alto numero di vittime possibile; ed è dal 2015 che la guerra, che in un primo momento aveva interessato principalmente il Mali, si è estesa al confinante Burkina Faso. Secondo quanto detto dagli analisti di Crisis Group, uno degli obiettivi dei terroristi islamici, sarebbe di estendere territorialmente gli attacchi nel paese, per distrarre le forze anti-terrorismo francesi. L’avversione verso la Francia, spesso è risuonata forte e chiara da parte della jihad, che ha mostrato solo soddisfazione nel vedere Notre Dame in fiamme. “Allah è grande”, la frase pronunciata per la cattedrale che bruciava, la frase pronunciata mentre delle persone venivano brutalmente uccise.

Fonti: BBC, La Stampa, Tg Vaticano

 

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