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“Dopo la morte di Gabriel il padre aprì una bottiglia di spumante”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:27
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Nicola Feroleto che brinda a spumante dopo la morte del figlio. Nelle ultime ore sono emersi nuovi dettagli sulla morte del bimbo di 2 anni e mezzo ucciso lo scorso 17 aprile a Piedimonte San Germano,  nei pressi di Cassino dalla mamma Donatella Di Bona. L’omicidio sarebbe avvenuto alla presenza del padre Nicola il quale, pare, non abbia mosso un dito mentre il figlio tentava disperatamente di difendersi e sfuggire alla morte.

Il padre di Gabriel Feroleto brindò dopo la morte del figlio - Leggilo

Anna, la compagna del papà di Gabriel, ha affermato che l’uomo non si era mai mostrato violento, almeno non con lei. Ma ha rivelato un particolare sconcertante: “Il giovedì sera, il giorno dopo la morte del figlio, ha aperto una bottiglia di spumante”. Un comportamento che non è riuscita a spiegare in nessun modo. Con lui, giura, non ci sarà più alcun rapporto: “Non si deve più avvicinare a questa casa, ho chiuso con lui”.

A confessare il suo omicidio era stata la madre Donatella Di Bona la quale aveva spiegato di averlo fatto “perché piangeva troppo”. Una tesi, questa, giunta dopo tre precedenti versioni, in una della quale tirava in ballo anche l’amante e padre del piccolo, Nicola Feroleto, prima di addossarsi nuovamente la colpa dell’omicidio. Gli inquirenti, tuttavia, hanno appurato un coinvolgimento anche dell’uomo. E sono partiti dal suo tentativo di costruirsi un finto alibi cercando di coinvolgere la compagna Anna. Quest’ultima tuttavia avrebbe deciso di smentirlo raccontando la verità sui suoi movimenti. Una scelta rivelatasi fondamentale. L’uomo, 48enne, è stato così arrestato con l’accusa di concorso in omicidio.

Una morte assurda e sconcertante, quella inflitta al bambino. Sembra che il piccolo avrebbe iniziato a piangere proprio mentre si trovava con i genitori, prossimi a diventare i suoi carnefici, i quali si erano appartati in un campo per consumare un rapporto sessuale. Sembra che  la madre Donatella, disturbata da quel pianto che le impediva di fare quello che avrebbe voluto in quel momento abbia perso ogni freno, cominciando a stringere le mani sul collo del bambino. “Non abbiamo fatto nulla perché il bambino piangeva, piangeva. E lui gli ha dato due schiaffi” avrebbe detto la ragazza. Secondo il Gip Salvatore Scalera, anche il padre sarebbe stato “infastidito” per non essere riuscito ad avere con Donatella “un altro rapporto sessuale” segno che, probabilmente, i due avevano già consumato prima, ma non avevano intenzione di fermarsi. E il piccolo non doveva disturbarli, come riportato da Il Corriere della Sera.

Così mentre la donna soffocava il bimbo, Nicola “non interveniva” e avrebbe assistito indifferente al soffocamento del piccolo, limitandosi a sussurrare frasi come  “Vi levo dal mondo”. Donatella avrebbe aggiunto dettagli sconcertanti: “Lui un po’ guardava e poi si girava, prima guardava in aria, poi verso la macchina, poi di lato. No lui non ha fatto nulla, perché non gliene importa. Vabbè, il bambino è stato ucciso da me. Lui non gli avrebbe messo una mano addosso per non essere incolpato”.  E’ seguito un fiume di bugie, da parte di entrambi. Prima la versione dell’incidente causato da un pirata della strada, che Donatella ha tentato di sostenere contro ogni evidenza, dopo il coinvolgimento del padre del piccolo, Nicola. Alla fine è  la stessa madre di Gabriel a confessare: “Ammetto di non avervi detto la verità. Nicola mi ha detto che dovevo dire che era stato con me tra le 14 e le 16.30”. Il padre ha negato e si è detto “confuso”. Un atteggiamento che contrasta con l’astuzia con cui l’uomo ha tentato di sviare le indagini.

Nella giornata di mercoledì si sono svolti i funerali del piccolo. L’intera Piedimonte e i centri limitrofi si sono fermati. Bandiere a mezz’asta, serrande abbassate, fiori bianchi e palloncini. Il sindaco Gioacchino Ferdinandi si è espresso con queste parole: “Siamo noi che abbiamo il dovere morale di tenere la mano a chi non ce la fa perché troppo debole e troppo piccolo, come Gabriel”. Il bimbo è stato definito dal Primo Cittadino “Vittima innocente che insegna l’attaccamento alla vita ….” il riferimento è alla disperata lotta del bambino per difendersi dalla madre, mentre il padre guardava, aspettando che finisse.

Fonti: FanPage, Il Corriere della Sera

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