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“Nicola Feroleto non è in grado di sostenere un interrogatorio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:52
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Il legale di Nicola Feroleto ha reso note alcune condizioni del suo assistito, che continua a dirsi estraneo ai fatti dopo aver cambiato diverse volte versione.

Nicola Feroleto, il legale chiede la perizia - Leggilo

Si è detto essere estraneo ai fatti, nell’interrogatorio di venerdì sera, per poi cambiare versione – che attualmente non è nota – e infine ritornare alla tesi detta agli inquirenti venerdì. Cioè, quella di non essere presente mentre suo figlio Gabriel, due anni, veniva strangolato con la mano sinistra da Donatella Di Bona, sua mamma, mentre con la destra le tappava la bocca. Ma, ad incastrare Nicola Feroleto, anche alcune conversazioni con Anna Vacca, sua compagna ufficiale, con la quale ha anche un bambino. La presenza di Nicola sul luogo del delitto, a Contrada Volla, già dalle ore 14.15 del 17 aprile, è stata confermata da diversi testimoni, tra cui Anna Maria Ciccone, vicina di casa di Donatella che ha affermato di averlo visto rientrare l’uomo, a casa di Donatella, intorno alle 14.30. Per questo, anche il padre del bambino è finito in manette per la morte del piccolo Gabriel.

Ho chiesto l’applicazione della misura cautelare. Fondamentalmente ha confermato ciò che aveva detto nell’interrogatorio di venerdì sera. Si dichiara estraneo ai fatti in quanto non era presente”, dice il suo legale Luigi D’Anna. Così, ha smentito la tesi fornita sabato agli inquirenti in cui non si dichiarava totalmente estraneo ai fatti, come riportato da Ciociaria Editoriale Oggi.“E’ tornato alla precedente versione, è completamente confuso. Credo non sia in grado di sostenere il processo nei prossimi giorni, per questo nominerò un perito psichiatrico”. Un’infermità che lascia perplessi, considerata l’astuzia e la lucidità con cui il padre del bambino ha tentato di costruirsi un alibi, parlando con i giornalisti e gli inquirenti, subito dopo il fatto, e chiedendo alla sua compagna di assecondare le sue dichiarazioni. Tra gli indizi contro di lui le intercettazioni ambientali che i Carabinieri hanno captato venerdì nel tardo pomeriggio nella sala d’attesa della caserma dei di Cassino. Nicola Feroleto e la compagna Anna, con cui vive a Santa Lucia. I due sono soli e Nicola ad un tratto chiede alla donna di confermare la sua presenza a casa, a Villa Santa Lucia, il primo pomeriggio di mercoledì: tra le 14 alle 16.30.

Ma a confermare la presenza di Feroleto è stata anche Donatella Di Bona nel corso dell’interrogatorio di venerdì pomeriggio. La ragazza aveva dapprima sostenuto di essere stata sola quando ha ucciso il figlio, dopo ha coinvolto anche il padre del bambino.

Il legale di Nicola Feroleto dice ora che l’uomo non sarebbe in grado di sostenere un interrogatorio ma mentre lo dice sembra, ad un tratto, trattenere un sorriso.

Certo è che neanche il suo avvocato riesce a comprendere cosa abbia realmente fatto. L’uomo di versione in versione, sembra non riuscire a delineare un quadro di quanto accaduto. “Ha reazioni contrastanti, dice una cosa, poi un’altra. In dieci minuti cambia versione. E’ confuso. E’ assente. Guarda nel vuoto. Si rende conto che il figlio è morto. Sabato ha dato una versione di non estraneità”. Intanto, andando alle dichiarazioni della madre del piccolo, è emerso il motivo agghiacciante che avrebbe portato alla morte del piccolo: la coppia stava consumando un rapporto sessuale ed è stata interrotta dal pianto disperato di Gabriel.

Fonte: Ciociaria Editoriale Oggi

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