Home Casi I genitori volevano intimità, lui li ha interrotti: per questo è morto...

I genitori volevano intimità, lui li ha interrotti: per questo è morto Gabriel Feroleto

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:56
CONDIVIDI

Crolla l’alibi di Nicola Feroleto, il padre di Gabriel, incastrato da alcune testimonianze e intercettazioni. Intanto, la presenza sul luogo del delitto è provata anche dalle dichiarazioni di Donatella Di Bona, che ha raccontato di come lei e il ex compagno stavano avendo un rapporto sessuale, interrotto dal pianto disperato del bimbo. 

Funerali di Gabriel Farleto - Leggilo

Gabriel Feroleto aveva solo 2 anni ed è morto, ucciso dalle mani della sua mamma, Donatella di Bona, che aveva inscenato una finta storia collegando la morte di Gabriel ad un auto pirata, ricostruzione poi smentita dagli inquirenti e dalla successiva confessione della donna che si è addossata le colpe e le responsabilità per la morte del figlio. Secondo le macabre ricostruzioni, la donna avrebbe disteso il figlio su un prato, a Piedimonte San Gennaro, provincia di Frosinone. Poi, con la mano destra gli ha tappato la bocca e con la sinistra lo ha strangolato. Non sono valsi a nulla i tentativi del piccolo di difendersi, testimoniati anche da alcune ferite sul corpo della mamma.

Poi, dopo averlo ucciso l’ha preso in braccio ed è tornata a casa, inscenando la storia dell’investimento alla quale gli inquirenti non hanno mai creduto. “Abbiamo fatto un guaio. Io e Nicola abbiamo ammazzato Gabriel, lo abbiamo soffocato. Non dire niente che stava pure Nicola. Non dire che lo ha ucciso pure lui. Perchè è capace di ucciderci o di appaiarci”, confessa Donatella alla madre poco dopo aver commesso il delitto, come riportato da Il Corriere della Sera. Poche ore dopo, per lei è scattato l’arresto per omicidio volontario e solo qualche giorno dopo è finito in manette anche il padre del piccolo, che non solo avrebbe assistito all’omicidio, ma non avrebbe fatto nulla per impedirlo.

La presenza di Nicola sul luogo del delitto, a Contrada Volla, già dalle ore 14.15 del 17 aprile, è confermata da diversi testimoni. Anna Maria Ciccone, vicina di casa di Donatella Di Bona. “Poco dopo le ore 14.30” – racconta la donna agli inquirenti – “mentre cucinavo ho visto dalla finestra che era arrivato il padre di Gabriel”.  Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, evidenzia grossi indizi di colpevolezza. Prove schiaccianti i dialoghi captati nella sala d’aspetto della caserma dei Carabinieri di Cassino tra Nicola Feroleto e Anna Vacca, sua compagna ufficiale, con la quale convive ed ha un figlio. I parenti di quest’ultima parlano di Nicola Feroleto come di un uomo violento e cattivo: “Gli piaceva andare dietro alle donne. Non esitava a menare le donne con cui si accompagnava quando queste non gli si concedevano”. 

Ciò nonostante, Nicola e Donatella avevano appuntamento alle 14.15, in via Veglia, per consumare un rapporto sessuale. “Ci siamo visti il pomeriggio ma non abbiamo fatto nulla, perché il bambino piangeva, piangeva e Nicola gli ha dato due schiaffi”. A quel punto, irritata dal pianto, Donatella scende dalla Fiat Punto e si dirige con il figlio verso il prato. Gabriel è morto per questo. Per un pianto disperato mentre i suoi genitori provavano, davanti a lui, a fare sesso.

Fonte: Il Corriere della Sera, FanPage

 

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]