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Bologna, donna di 83 anni uccisa in casa a bastonate

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Tragedia a Zola Predosa, nel Bolognese che ha coinvolto una coppia di anziani. La scoperta è avvenuta ad opera dei famigliari, che hanno subito chiamato i soccorsi.

Bologna anziano uccide la moglie a bastonate - Leggilo

 

La tragedia colpisce di nuovo Bologna, era di pochi giorni fa la notizia dei due fratellini rispettivamente di 11 e 14 anni caduti dall’ottavo piano di un palazzo. Questa volta la tragedia riguarda due anziani e la loro morte è, se possibile ancora più tragica, perchè dettata da una disperazione che si protraeva ormai da molti anni,

Dalla prima ricostruzione dei Carabinieri, Giancarlo Bedocchi, di 84 anni, avrebbe colpito a bastonate la moglie Elena Caprio, di 83 anni, uccidendola, per poi togliersi la vita e impiccarsi. Il tragico gesto sarebbe riconducibile alla concreta difficoltà nell’assistenza alla donna. Lei era malata da tempo di demenza senile e dalle indagini sembrerebbe che l’unico ad occuparsene fosse il marito, che l’ha uccisa.

La nuora della coppia, che abita a pochi chilometri di distanza, avrebbe avvertito i Carabinieri di Zola Predosa, Bologna. La donna, che non riusciva a mettersi in contatto con i suoceri, è andata a controllare, ma dopo aver suonato ripetutamente al citofono senza risposta, ha iniziato a preoccuparsi.

Le Forze dell’Ordine, entrate in casa grazie all’aiuto dei vigili del fuoco, hanno trovato il cadavere di Elena Caprio in camera da letto e quello dell’uomo in un’altra stanza, impiccato alla grata della finestra. L’appartamento era tutto in ordine e Giancarlo Bedocchi non avrebbe lasciato nulla fuori posto. Secondo gli inquirenti la dinamica del tragico evento è chiara.

Dalle ricostruzioni pare che l’uomo si occupasse da solo dell’assistenza di sua moglie, che aveva problemi di demenza senile e di deambulazione da anni. Lo aiutavano la nuora e il figlio, ma gli anziani coniugi non avevano aiuti di alcun tipo o badanti. I coniugi erano apprezzati dal quartiere, che ora li ricorda con affetto e rammarico. Una vicina, quella dell’apprtamento confinante ha dichiarato: “Due persone squisite e riservate, Sono tornata proprio l’altra sera dalla Sicilia e li ho sentiti che erano in casa, che parlavano. Di solito li vedevo fuori, in giardino, mi chiedevano ‘Signora come sta?’, sempre gentili. Mi ero ripromessa di salutarli, Ma non ho visto nessuno e un po’ mi è sembrato strano. Sono andata a prendere mia nipotina a scuola e quando sono tornata c’erano già i Carabinieri e tutto il resto… Sono sconvolta. Mai mi sarei aspettata una cosa così. Due persone deliziose, tanto cortesi...”.

Giancarlo Bedocchi era un ferroviere in pensione e anche lui da qualche tempo combatteva con un brutto male. Per questo qualche anno fa, assieme alla moglie, dalla Romagna si era trasferito a Zola, per stare più vicino al figlio e potersi curare meglio. Ma alla malattia di lui si era aggiunta poi quella della moglie. Dev’essere stato tutto molto triste, con il fututro che sembrava neient’altro che un lento declino verso l’ombra.

In apaprenza la vita di Giancarlo ed Elena sembrava trascorrere mesta e tranquilla, senza scossoni, Piccole abitudin, di quelle che rassicurano e su cui ci si appiglia: “Lui tutte le mattine, per prima cosa, andava a comprare il giornale. Lei faceva delle passeggiatine in giardino, perché aveva dei problemi alle gambe“, dice ancora la vicina. Che, prima di partire, aveva incontrato il pensionato in farmacia: “Mi aveva detto ‘vede signora son sempre qua che non sto bene, vede’… e io ho sdrammatizzato un po’, dicendo ‘Che vuol farci, prendo tante medicine anche io’… Ma da questo a pensare che poteva succedere una cosa così… è incredibile“.

 

 

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