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Valentina Casa: “Non penso al suicidio, ho altro da fare”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:29
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Valentina Casa. Una donna impassibile mentre Giuseppe, davanti ai suoi occhi, moriva pian piano. Una donna muta che non grida, non denuncia e non chiede aiuto per coprire Tony Essobti Badre, il suo compagno. Una donna che non ha mai pensato alla morte, dopo la tragedia, ma ad uscire e girare nei locali. Per questo, nessuno la perdona. 

Valentina Casa, impassibile - Leggilo

Ero sotto choc, per questo non ho fatto nulla“, si era giustificata Valentina Casa, la mamma del piccolo Giuseppe massacrato dalle botte date dal suo compagno e convivente, Tony Essobti Badre, ora in carcere. Valentina era in casa, e davanti ai suoi occhi c’era il sangue che fuoriusciva dalle ferite provocate dalle mani di Tony. Il sangue di Noemy e Giuseppe, due dei suoi figli. E lei ferma, immobile, senza agire. Nessuno, in fondo, fino ad adesso si era mai sentito pienamente in dovere di accusare la donna. Magari, si sarebbe potuto credere realmente allo stato di choc. Ma la scusante non tiene e secondo i Giudici, che hanno posto in stato d’arresto la donna – Valentina avrebbe assistito impassibile ai pestaggi e al massacro dei figli solo per cercare di coprire il compagno. Poi, dopo la tragedia, avrebbe continuato la sua vita, tra film e serate nei locali.

Tony Essobti Badre è un lupo da eliminare con un tratto di penna, la madre non è migliore“, si legge nell’ordinanza dell’arresto. Il ritratto di Valentina Casa è quello di una donna impassibile e indifferente, sia nei confronti di Giuseppe, sia nei confronti degli altri figli. La donna, 30 anni, è indagata per omicidio ai danni del figlio, tentato omicidio verso la figlia e maltrattamenti nei confronti dei tre bambini, reati aggravati dalla crudeltà, dai futili motivi e dall’abuso delle relazioni domestiche.

Le accuse

Infatti, da parte sua non era mai partita nessuna denuncia, malgrado le violenze andassero avanti da diversi mesi. Il trasferimento da Sorrento a Cardito – per stare con il nuovo compagno da circa un anno – sarebbe stato l’inizio del disastro, disastro in cui erano finiti anche i tre bambini nati dalla precedente relazione. Le grida, i litigi, e le violenze erano note ai vicini, che descrivono “una casa serrata, con le tapparelle chiuse anche in estate, da dove vedevano uscire i bambini con addosso il peso enorme delle violenze”. Un disagio chiuso tra le mura domestiche mai denunciato altrove, una donna non curante dei disagi dei figli, come i problemi di linguaggio di Giuseppe mai considerati. Nessuna denuncia è mai arrivata ai Carabinieri o alla polizia: questo vuol dire che anche altre volte la madre, presente ai pestaggi e alle violenze, non aveva denunciato, come riportato da Napoli Today.

Quel giorno era solo uno come un altro, botte come altre, nulla di nuovo: per questo, Valentina non è intervenuta. Non perché in stato di choc, come ha raccontato: ma perché, esattamente come tutte le altre volte, era stata zitta per coprire il compagno. Tutte le violenze sui bambini, si legge nell’ordinanza, erano state possibili solo per colpa del comportamento della madre, che non si è opposta e anzi ha avuto una “turpe complicità fatta di inerzia e di colpevoli silenzi”. Dopo l’ultimo massacro, ha lavato le ferite dei bambini, pulito il sangue con un asciugamano e ha buttato le ciocche di capelli strappati dalle loro teste. Poi ha aspettato. Nessuno dei due ha voluto chiamare il 118, come confermato anche da Essobti Badre, intercettato in carcere: “mi ero proprio ingrippato, mannaggia”.

“Suicidarmi io? Impossibile”

L’immagine di una “madre esemplare e in difficoltà” era solo una maschera mirata a cercare di riottenere l’affidamento delle bambine e la revoca della sospensione della potestà genitoriale, così da poter indurre le piccole a cambiare versione. Quando le dicono che per il paese si è sparsa la voce che si fosse tagliata le vene per la disperazione, lei risponde: “Alle persone devi dire che lo devono prendere in culo. Suicidarmi io? Impossibile”. La sua vita, poi, prosegue come se nulla fosse successo, tra serate nei locali di Sorrento e l’ansia per l’uscita dell’ultimo film al cinema, come riportato da Fanpage. Nei giorni successivi alla tragedia Valentina Casa ha anche cercato di aiutare Tony Essobti Badre, intanto in carcere, mettendosi d’accordo con lui su cosa dire agli investigatori. L’uomo, temendo le intercettazioni, ha anche detto ai parenti di procurarsi nuove schede, da intestare ad altri.Sono rimaste da sole, abbandonate al loro destino, anche le altre figlie. Noemy, finita in ospedale con la faccia massacrata, non ha mai ricevuto una visita della madre. La più piccola invece non vuole lasciare il centro dove è stata collocata: “sto meglio qui, voglio diventare grande nella mia nuova casa”. Nessuno vuole più Valentina: la gente non perdona. E neanche i bambini.

Fonte: Napoli Today, Fanpage

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