Home Persone Aquila, un’altra vittima: era una poliziotta

Aquila, un’altra vittima: era una poliziotta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:56
CONDIVIDI

Sono passati dieci anni dal terremoto che sconvolse l’Aquila, in Abruzzo. Un luogo triste, associato spesso a tutte quelle persone rimaste intrappolate sotto le macerie. Un luogo di dolore, così come grande era il dolore di Annamaria Chiacchia.

Aquila, muore la poliziotta Annamaria Chiacchia - Leggilo

Si chiamava Annamaria Chiacchia, aveva 45 anni, ed era una poliziotta in servizio presso il Compartimento di Polizia stradale dell’Aquila, in Abruzzo. Era, perché la donna, improvvisamente, ha deciso di togliersi la vita sparandosi con la propria pistola d’ordinanza. Una storia che somiglia a quella dell’agente penitenziario Sissy Trovato Mazza: la ragazza fu trovata morta, in un ascensore di un ospedale, mentre era in servizio. Si ipotizzò che potesse essersi sparata con la sua pistola, ma molti furono i dubbi alimentati dai familiari che non hanno mai creduto alla pista di un suicidio. Pare infatti che la ragazza Sissy avesse scoperto strani giri all’interno del penitenziario dove lavorava.

Non è il caso di Annamaria Chiacchia. La sua morte non lascia dubbi, ad oggi. La donna, assistente capo coordinatore della Polizia di Stato, dopo aver accompagnato i figli a scuola – un ragazzo di 18 anni ed una ragazza di 20 – è tornata nella sua abitazione e si è spostato all’interno di un rudere, poco distante dalla sua abitazione, nel quartiere Acquasanta, dove ha deciso di farla finita sparandosi un colpo di pistola che l’ha uccisa sul colpo, come riportato da Fanpage. I colleghi, non vedendola arrivare in ufficio, hanno avvertito il marito della donna. Sono cominciate le ricerche, disperate e speranzose, fino a quando è stato il fratello della vittima a ritrovare il corpo di Annamaria, disteso a terra in una pozza di sangue.

Inutile l’arrivo dei sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso, come riportato da AbruzzoWeb. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra mobile che hanno posto sotto sequestro l’intera l’area. Il ritrovamento dell’arma d’ordinanza, accanto al corpo della poliziotta, ha avviato l’ipotesi investigativa di un suicidio. La donna non ha lasciato alcuno scritto che potesse giustificare un gesto così forte. Non c’era, in apparenza, secondo i suoi famigliari, nessun motivo di disagio o di sofferenza che avrebbe potuto condurre ad un gesto così forte. Invece, qualche malessere, dentro di lei, era alimentato già da un po’.

A lutto il corpo di polizia dell’Aquila che avrebbe dovuto festeggiare il 167esimo anniversario della fondazione, ma la cerimonia celebrativa, in programma per mercoledì 10 aprile, è stata rimandata a data da destinarsi in segno di lutto e di rispetto per la perdita di un proprio agente. Si attende anche la data delle esequie della donna, che saranno stabilite dopo l’esame autoptico.

Fonti: AbruzzoWeb, Fanpage

La completezza dell'Informazione è nell'interesse di tutti. Per questo ti chiediamo di suggerire integrazioni o modifiche e di segnalare eventuali inesattezze o errori in questo o in altri articoli di Leggilo.Org scrivendoci al seguente indirizzo: [email protected]

Se hai idee diverse dalle nostre puoi contribuire ai contenuti di questa pagina scrivendo per 'ControLeggilo' una rubrica dedicata alle tue opinioni. I contributi migliori saranno pubblicati. Scrivici al seguente indirizzo: [email protected]